L’Ocse vede la ripresa. S&P, attenti al debito

ROMA – La ripresa mostra i primi segni. La produzione industriale ad aprile mette a segno un balzo di primavera, +0,7% rispetto al +0,5% atteso. Anche l’Ocse registra per l’Italia indicazioni di cambiamento del clima economico. Ma Standard & Poor’s, con una gelata invernale che riguarda tutti i Paesi ‘periferici’ dell’Eurozona, lancia l’allarme: in Italia, Portogallo e Grecia, il debito pubblico e privato si è gonfiato al punto che ci vorranno anni per ridurlo, con la possibilità che la crescita subisca contraccolpi. Quasi una spiegazione, quella dell’agenzia di rating, del perché venerdì abbia mantenuto la prospettiva negativa sul rating italiano BBB (e di altri paesi) pur incoraggiando il premier Matteo Renzi. E del perché abbia invece promosso – “non è un caso”, dice S&P – Spagna e Irlanda, impegnate da tempo in una dolorosa ristrutturazione dei debiti privati.

S&P esce allo scoperto mentre il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan spinge sulle riforme strutturali.

– Aiuteranno – sostiene – a rafforzare la crescita nel lungo periodo, assieme agli impulsi per il breve periodo, per rianimare l’economia stagnante.

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