Mondiali: Papa augura splendido torneo “in fraternità”

CITTA’ DEL VATICANO. – “Auguro a tutti uno splendido Mondiale di Calcio, giocato con spirito di vera fraternità”. A poche ore dal fischio di inizio della Coppa del mondo in terra brasiliana, con il match Brasile-Croazia, papa Francesco non ha mancato di inviare via Twitter i suoi auguri per il positivo svolgimento del torneo e per l’idea di fraternità che deve animarlo. Ma il Pontefice argentino, da vero appassionato di calcio, ha fatto anche di più: ha registrato un videomessaggio di quasi sette minuti in lingua portoghese, trasmesso dalla tv brasiliana “Rede Globo”, in cui auspica che “oltre ad una festa di sport, questa Coppa del mondo di calcio possa trasformarsi in una festa di solidarietà tra i popoli”. “Possa questa Coppa del Mondo svolgersi con tutta la serenità e la tranquillità, sempre nel reciproco rispetto, nella solidarietà e nella fraternità tra uomini e donne che si riconoscono membri di un’unica famiglia”, dice il Papa nel video registrato a Casa Santa Marta, diffuso anche dalla Radio Vaticana. E a proposito della “festa di solidarietà” che nella sua visione dovrebbe diventare il Mondiale, spiega che lo sport “è uno strumento per comunicare i valori che promuovono il bene della persona umana e aiutano a costruire una società più pacifica e fraterna. Pensiamo alla lealtà, alla perseveranza, all’amicizia, alla condivisione ed alla solidarietà”. Papa Francesco indica anche tre lezioni della pratica sportiva, tre atteggiamenti essenziali in favore della pace: la necessità di “allenarsi”, il “fair play” ed il rispetto degli avversari. Se per vincere è necessario allenarsi, “possiamo vedere, in questa pratica sportiva, una metafora della nostra vita”. “Nella vita è necessario lottare, ‘allenarsi’, impegnarsi per ottenere risultati importanti. Lo spirito sportivo ci rimanda in tal modo, un’immagine dei sacrifici necessari per crescere nelle virtù che costruiscono il carattere di una persona. Se per migliorare una persona è necessario un ‘allenamento’ intenso e continuo – osserva il Papa – ancora più impegno dovrà essere investito per arrivare all’incontro e alla pace tra individui e tra i popoli ‘migliorati’!”. Importante anche il ‘fair play’, perché “il calcio può e deve essere una scuola per la formazione di una cultura dell’ incontro, che porti armonia e pace tra i popoli”. “Per vincere – aggiunge – bisogna superare l’individualismo, l’egoismo, tutte le forme di razzismo, di intolleranza e di strumentalizzazione della persona umana. Quindi, essere ‘individualisti’ nel calcio rappresenta un ostacolo al successo della squadra; ma se siamo ‘individualisti’ nella vita, ignorando le persone che ci circondano, ne riceve un pregiudizio l’intera società”. Infine Bergoglio rileva che “il segreto della vittoria sul campo, ma anche nella vita, risiede nel saper rispettare il mio compagno di squadra, come pure il mio avversario. Nessuno vince da solo, né in campo, né nella vita! Che nessuno si isoli e si senta escluso! E, se è vero che al termine di questi Mondiali, solamente una squadra nazionale potrà alzare la coppa come vincitore, imparando le lezioni che lo sport ci insegna, tutti saremo vincitori, rafforzando i legami che ci uniscono”. Intanto, da autentico tifoso (è nota la sua passione per il team di Buenos Aires del San Lorenzo de Almagro, quest’anno campione d’Argentina, fondato ai primi del ‘900 dal prete salesiano Lorenzo Massa), è pressoché sicuro – come ha lasciato intendere la sala stampa vaticana – che Bergoglio segua in tv almeno alcune delle partite del Mondiale. L’unica difficoltà è il fuso orario, che fa sì che molti degli incontri vadano in onda a tarda sera, laddove il Pontefice, che si alza molto presto la mattina, non è certo abituato a fare tardi. Uno strappo lo potrebbe anche fare riguardo alla “sua” Argentina, sarà quasi proibitiva per il Papa la prima partita di domenica 15 giugno, Argentina-Bosnia, in onda a mezzanotte: non ci saranno invece problemi per Argentina-Iran di sabato 21 e per Nigeria-Argentina di giovedì 25, entrambe in programma alle 18.00 italiane.(Fausto Gasparroni/ANSA)

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