Papa: intollerabile dominio finanza e speculazione su cibo

Pubblicato il 16 giugno 2014 da redazione

CITTA’ DEL VATICANO. – E’ intollerabile il dominio della finanza. Ricordando che oggi la Chiesa festeggia Giulitta e Quirico, madre e figlio che sotto Diocleziano “lasciarono i loro beni andando incontro al martirio”, papa Bergoglio ha denunciato con forza il dominio di “finanza” e “mercati” sui “bisogni dei popoli”, la “speculazione finanziaria” che arricchisce pochi e ricade negativamente su molti, e la “speculazione sui beni alimentari”, per la quale i governi dovrebbero impegnarsi a favore di un “quadro internazionale che promuova “investimenti ad alto impatto sociale”. Una forte denuncia, che cerca di calare nel vissuto delle società e dei governi la fortissima critica alla crisi mondiale scatenata dalla bolla finanziaria che Benedetto XVI, allora profeticamente, e a lungo ignorato, ha affidato nel 2009 alla sua enciclica “Caritas in veritate”. Una denuncia che nelle intenzioni, e nella prassi, del Papa, dovrebbe portare a cambiamenti anche nella Chiesa, quella Chiesa in cui – ha ripetuto al mattino durante la messa a Santa Marta – possono esserci “ecclesiastici corrotti”, che come “i corrotti della economia e della politica”, fanno danni che ricadono sempre su poveri. Interessante l’occasione di questa denuncia: papa Francesco l’ha pronunciata nella Sala Clementina, durante l’udienza che ha concesso ai partecipanti al convegno promosso dal Pontificio consiglio della Giustizia e della pace in collaborazione con il Catholic Relief Services e il Mendoza College of business, sul tema “Investing for the poor”, che si svolge oggi e domani in Vaticano. E dal Papa in persona si è appreso che al convegno “partecipano anche rappresentanti della curia romana per studiare forme innovative di investimento, che possano arrecare benefici alle comunità locali e all’ambiente circostante, oltre che un equo rendimento”. La logica che sta dietro a “queste forme innovative di intervento” è riconoscere “Il legame originale tra profitto e solidarietà, l’esistenza di una circolarità feconda tra guadagno e dono”. “Non possiamo tollerare più a lungo – ha dunque affermato il papa latinoamericano – che i mercati finanziari governino le sorti dei popoli piuttosto che servirne i bisogni, o che pochi prosperino ricorrendo alla speculazione finanziaria mentre molti ne subiscono pesantemente le conseguenze”. “La speculazione sui prezzi alimentari – ha rimarcato – è uno scandalo che ha gravi conseguenze per l’accesso al cibo dei più poveri. E’ urgente che i governi di tutto il mondo si impegnino a sviluppare un quadro internazionale in grado di promuovere il mercato dell’investimento ad alto impatto sociale, in modo da contrastare l’economia dell’esclusione e dello scarto”. “E’ importante – ha detto – che l’etica ritrovi il suo spazio nella finanza e che i mercati si pongano al servizio degli interessi dei popoli per il bene comune dell’umanità”. “L’innovazione tecnologica – ha ancora osservato papa Francesco – ha aumentato la velocità delle transazioni finanziarie, ma tale aumento trova senso nella misura in cui si dimostra in grado di migliorare la capacità di servire il bene comune. Dopo l’incontro con le Misericordie di sabato, in cui il Papa ha rilanciato le sette opere di misericordia, e quello di ieri con la Comunità di Sant’Egidio, in cui ha sostenuto l’impegno per poveri, profughi e stranieri, deboli e marginali anche nella Europa che è stanca perché ha dimenticato la solidarietà, papa Bergoglio ha messo oggi un ulteriore tassello, programmatico e rivolto all’intero mondo globalizzato, per economia, finanza e tecnologia al servizio del bene comune e non contro i poveri. (giovanna.chirri@ansa.it) (ANSA).

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