In difesa di López e Machado anche il Nobel per la Pace, Oscar Arias

CARACAS – Anche il premio Nobel per la Pace, l’ex presidente costaricano, Oscar Arias, si é unito al coro di coloro che esigono la liberazione del leader dell’Opposizione venezuelana, Leopoldo López. In un articolo pubblicato dal quotidiano “La Nación” di Costa Rica, il premio Nobel ha criticato con severitá il governo del presidente Maduro, sottolineando che nel Paese si violano i Diritti Umani.

Mentre il premio Nobel per la Pace ha preso definitivamente posizione spezzando una lancia a favore di López e della deputata Maria Corina Machado, dagli Stati Uniti, il vicepresidente nordamericano, Joe Baden, durante l’incontro sostenuto con Dilma Rousseff, presidente del Brasile, ha affermato che é desiderio del suo paese che in “Venezuela ci sia piú democrazia”. Baden, tra l’alto, ha anche detto che il dialogo tra governo e Opposizione, ora in una zona d’ombra indefinita, deve ricevere un nuovo impulso e dare finalmente risultati concreti.

Mentre a livello internazionale si alzano voci a favore di un’apertura del governo verso l’opposizione, la leader universitaria, Gaby Arellano é stata ascoltata dalle autoritá di polizia.  Arellano si é presentata alla sede dei servizi segreti, dove era stata chiamata a dare dichiarazioni come testimone dei fatti, accompagnata da un gruppo di studenti, bloccati a prudente distanza dalla Guardia Nazionale. Arellano, assieme ad altri leader dell’Opposizione, é segnalata da esponenti del Psuv come presunta complice di una cospirazione per uccidere il capo dello Stato. La giovane dirigente universitaria é stata chiamata a dichiarare il giorno dopo l’interrogatorio, durato circa 7 ore, dell’ex deputata Maria Corina Machado. Questa è stata ascoltata nella sede della Procura di Caracas, dopo essere stata denunciata come parte di una presunta cospirazione per organizzare un colpo di Stato e tentare di uccidere il presidente Nicolás Maduro.

Parlando con la stampa al termine dell’interrogatorio, Machado ha raccontato che le “è stato indicato ripetutamente” che era sentita “come semplice testimone”. Quindi, non ha avuto diritto né alla presenza di un avvocato, né a conoscere in dettaglio le eventuali imputazioni (imputazioni già sbandierate in tv da esponenti del Psuv nei giorni scorsi).

L’ex deputata ha rispedito ai mittenti ogni accusa e bollato i sospetti contro di lei come una macchinazione.

 

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