Agnese Renzi madrina festa associazione bimbi down

Pubblicato il 19 giugno 2014 da redazione

FIRENZE. – La moglie del presidente del Consiglio, Agnese Landini, ‘madrina’ a Firenze della festa di un’associazione di volontariato per i bimbi down, Trisomia 21. E’ quanto è avvenuto questa sera: Agnese ha raggiunto da sola, a piedi, jeans e un semplice vestito verde, la sede dell’associazione dove si è svolto l’evento e dove è stata accolta da una folla di telecamere, fotografi e cronisti. Qui si è soffermata a parlare e scherzare con tutti i bambini presenti, e, insieme a loro, ha preso parte al taglio del nastro di una nuova struttura inaugurata dall’associazione per l’occasione, un appartamento, gestito da educatori, per aiutare giovani down a sviluppare le capacità per vivere autonomamente. Poi, dopo aver cantato l’inno italiano insieme ai piccoli, si è soffermata brevemente a parlare con i giornalisti, spiegando di essere venuta alla festa perchè zia di una bimba seguita da Trisomia 21. “Una nipotina stupenda, si chiama Maria ha detto – ma sono qui anche per sostenere un bellissimo progetto di autonomia, una casa che servirà a rendere questi ragazzi piano piano capaci di vivere da soli e quindi liberi e felici. E’ un che progetto riuscirà se la società tutta, tutti noi, saremo capaci di dare a questi ragazzi il rispetto l’accoglienza e la dignità che si meritano, che talvolta non vengono loro riconosciuti”. “Credo – ha aggiunto Agnese – che la cosa più bella sia vivere con loro. Quando si vive con un ragazzo down, autistico o con altre forme di disabilità, ci rendiamo conto della bellezza che queste persone ci comunicano. Loro sono dei maestri di vita, ci insegnano a gioire delle piccole cose di ogni giorno. del fatto che ci dicano una parola, che si leghino le scarpe che attraversino la strada. Ci insegnano a gioire delle piccole cose della nostra vita”. Ai cronisti che le chiedevano come fosse la vita da first lady non ha voluto rispondere: “Oggi sono solo una zia”, ha sorriso. Agnese ha poi spiegato che da settembre potrebbe “ricominciare a lavorare”: insegnante precaria di italiano e latino in un istituto di Firenze, a marzo aveva chiesto e ottenuto l’aspettativa per poter passare, con il marito impegnato a Roma, più tempo insieme ai tre figli. Lo scorso anno Agnese aveva partecipato, superandolo, al ‘concorsone’ per l’immissione in graduatoria.

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