Mondiali: A San José gioia e caroselli, “Il cielo è il nostro limite”

SAN JOSE’. – Bambini che piangono d’emozione, donne che urlano e s’abbracciano, caroselli di auto, bandiere, urla, lacrime e un’allegria infinita: al fischio finale della vittoria con l’Italia, e della qualificazione agli ottavi di finale, l’intera Costa Rica è esplosa in un boato di gioia. Subito dopo la fine della partita di Recife, il ‘Paeseo Colon’ della capitale, San Josè, sembrava il palcoscenico di un carnevale tropicale. Il paese è passato agli ottavi esattamente 24 anni dopo aver ottenuto lo stesso risultato al ‘mundial’ Italia ’90. “Abbiamo battuto gli azzurri”, urlavano molti dei tifosi ‘Ticos’, sottolineando di essere stati “il vero gigante del gruppo della morte” dei mondiali, e di non voler essere mai più inseriti tra le squadre “Cenerentole” del calcio internazionale. Ma per le strade della capitale si urla tra l’altro anche “Siamo grandi”, “Sì, ce l’abbiamo fatta” oppure “Come a Italia ’90”. La rete con la quale Bryan Ruiz ha chiuso la partita con l’Italia viene ripetuto in queste ore mille volte nelle tv locali e nei siti web. A San Josè la partita e’ stata seguita in diversi punti dove erano stati allestiti dei maxi-schermi. E’ festa anche nelle altre città del paese, ancora di più che dopo il 3-1 inflitto all’Uruguay nella partita d’esordio. Molti siti web hanno sottolineato tra l’altro la “grande personalità e il coraggio” che i giocatori ‘Ticos’ hanno avuto contro gli “Azzurri”. Tra le dichiarazioni più riprese degli uomini del ct Pinto spicca quella di Celso Borges: “il cielo è il nostro limite”.

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