Immigrazione: Napolitano, Italia e Ue ascoltino rifugiati

ROMA. – La Giornata Mondiale del Rifugiato si è celebrata con un richiamo forte e chiaro delle istituzioni. A cominciare dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che ha ricordato all’Italia e all’Europa i doveri dell’accoglienza. Le storie dei rifugiati “andrebbero ascoltate da tutti in Italia e in Europa con la massima attenzione per trarne stimolo a operare decisamente sul fronte dell’accoglienza”, ha sottolineato in un messaggio al delegato dell’Unhcr per il Sud Europa, Laurens Jolles. Alle sue parole hanno fatto seguito quelle del presidente della Camera Laura Boldrini, che ha sì riconosciuto gli sforzi dell’Europa sui progetti di accoglienza, ma ha anche puntato il dito sulla sua mancanza di impegno per salvare le vite umane in mare. Nella giornata mondiale dedicata ai rifugiati si è fatta sentire anche il ministro degli Esteri Federica Mogherini, che in sintesi ha chiesto il rafforzamento del mandato di Frontex. Drammatici i numeri: l’Onu, attraverso l’Alto Commissariato per i rifugiati, ha ricordato che il numero dei richiedenti asilo e degli sfollati ha superato la soglia, per la prima volta dalla seconda guerra mondiali, dei 50 milioni. Alla fine del 2013 erano 51,2 milioni le persone che risultavano essere sradicate da persecuzioni, crisi o conflitti, ben 6 milioni in più rispetto ai 45,2 milioni di fine 2012, soprattutto a causa della guerra in Siria. Con in mente questi numeri, il presidente Napolitano ha ricordato, intervenendo a un convegno al Campidoglio dedicato ai rifugiati che l’impegno per l’accoglienza può portare “a un futuro migliore e più sicuro di intere popolazioni”. Toni forti anche quelli usati da Laura Boldrini, che oggi ha trascorso parte della giornata a bordo della nave San Giorgio, al largo di Siracusa, facendo poi visita al Centro di prima accoglienza Umberto I del capoluogo siciliano, partecipando quindi a un evento promosso dall’Unhcr. “L’Europa fa la sua parte nell’accoglienza di rifugiati – ha detto a bordo della San Giorgio – nel 2013 in Germania sono state presentate 110 mila domande, in Francia 60 mila, in Italia 26 mila”. Ma la stessa Ue, ha ammonito, “non fa la sua parte nel salvare vite umane in mare” e lo sforzo di salvarle “non può essere demandato soltanto al nostro Paese”. Poi, rivolgendosi ai soccorritori di Mare Nostrum, li ha esortati ad essere “orgogliosi”, perché “il vostro operato rende onore al nostro Paese”, visto che “la cosa più importante che si può fare è salvare le vite umane”. Per questo poi ha espresso “un grazie di cuore, veramente sentito, a tutte le istituzioni e ai volontari e agli operatori umanitari che lavorano 24 ore su 24 per far fronte all’emergenza migranti”. L’offensiva istituzionale si è completata con l’intervento della titolare della Farnesina Federica Mogherini che ha chiesto una revisione dell’operatività di Frontex, sollecitandone il suo rafforzamento e l’estensione del mandato, “visto che oggi non può fare salvataggio in mare”. L’alternativa, ha osservato con amarezza, “non è fra salvare vite umane e evitare che le persone partano, l’alternativa è fra salvarle o lasciarle morire”.(ANSA).