La giornata politica: Non si cambia partner

Pubblicato il 20 giugno 2014 da redazione

ROMA. – Se l’accordo sulle riforme è stato raggiunto, come dice Roberto Calderoli, ciò significa che l’incontro tra Pd e 5 stelle, in agenda mercoledì, rischia di essere puramente formale. E’ sottinteso infatti che l’intesa tra i democratici e Forza Italia, con il supporto della Lega, non può che riguardare anche la legge elettorale, il terreno sul quale Beppe Grillo ha chiesto a Matteo Renzi di confrontarsi nella sua veste di segretario del Pd. Non a caso Maria Elena Boschi ha messo le mani avanti: si dialoga con tutti, ma senza ricominciare da zero. C’è apertura agli emendamenti, per esempio sull’abolizione delle liste bloccate invise ai grillini, tuttavia – ha fatto sapere il ministro delle Riforme – solo se saranno condivisi anche da chi ha contribuito fin dall’inizio a questo percorso di cambiamento. Cioè dal Cavaliere. ”Non si cambia partner all’ultimo momento”, è il ragionamento della Boschi, soprattutto se l’altro interlocutore deve ancora dimostrare di voler contribuire al cambiamento e non di volere in realtà conservare l’esistente, riportando le trattative nella palude. A queste precisazioni, i 5 stelle rispondono di volersi confrontare con il Pd sul piano strettamente parlamentare. Dunque non con il premier in prima persona il quale non potrebbe sconfessare quel patto del Nazareno che è stato all’origine di tutto. La mossa tuttavia sembra giungere fuori tempo massimo: i margini di trattativa sono esigui (il governo ribadisce la validità dei paletti iniziali del suo progetto, a cominciare dalla trasformazione del Senato in camera di secondo livello), come dimostra anche il sigillo impresso da Roberto Maroni che giudica molto positiva l’approvazione della riforma di Senato e Titolo V in prima lettura entro la fine di luglio. All’incontro con il Pd, il Movimento 5 Stelle si presenta comunque con l’obiettivo implicito di colpire l’asse con Forza Italia. Le accuse ai berlusconiani di essere un partito nato da accordi con la mafia e guidato da un pregiudicato, sembrano preparare il terreno ad un’offensiva per scuotere le basi politiche del dialogo che fin qui ha sorretto il percorso riformista. Il premier si terrà con ogni probabilità a distanza dal primo incontro con i grillini perché il voto parlamentare prima delle ferie, in pieno semestre di presidenza italiana della Ue, è un risultato importantissimo: da esso dipende anche la credibilità delle richieste del nostro Paese di rivedere la strategia dell’Europa. Ma non sarà facile blindare una trincea che deve dimostrare non solo di saper reggere all’urto dell’opposizione di Grillo ma anche di poter assorbire i tanti malumori che serpeggiano nelle fila azzurre. Fi è stata colta di sorpresa dall’apertura del M5S e si è allineata alla strategia renziana più per la paura di essere scavalcata da Grillo che per convinzione. Comunque finisca, infatti, Pd e Lega usciranno meglio di Forza Italia dalle estenuanti trattative, spesso incomprensibili all’opinione pubblica, che hanno punteggiato le ultime settimane. Del resto un centrodestra frantumato, che ha smarrito il filo del dialogo interno, dovrebbe prima ritrovare la motivazione interna: e invece rischia di giocare in un ruolo aggiunto nella squadra riformista, per di più con un leader che è ancora pesantemente condizionato dai suoi problemi giudiziari e non intenzionato a passare la mano. Però anche il M5S appare condizionato nelle sue mosse: come ha ammesso candidamente Luigi Di Maio, la grande vittoria europea del Rottamatore lo ha costretto a cambiare piano di battaglia e a giocare in un certo senso fuori ruolo, con l’incognita del giudizio dei suoi elettori già frastornati dalla scelta dell’alleanza con l’estrema destra europea. E’ un problema che anche Sel conosce bene: la frattura tra Vendola e Migliore è avvenuta proprio sul terreno del rapporto con Renzi. La sottile distinzione che il leader di Sel fa tra la sinistra di governo e la sinistra nel governo potrebbe rivelarsi sterile perché condanna la sinistra radicale all’isolamento. (Pierfrancesco Frerè/ANSA).

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01:19Calcio: Gattuso “Donnarumma passa per mostro, ma non lo è”

(ANSA) - MILANO, 13 DIC - Gennaro Gattuso prende le difese di Gianluigi Donnarumma, "pur rispettando i tifosi" che hanno contestato il portiere durante Milan-Verona. "Si sta facendo passare un ragazzo così giovane - spiega l'allenatore dei rossoneri - come un mostro. Non se lo merita, ha valori incredibili. Dobbiamo tutelare un ragazzo in grandissima difficoltà. Non ha saltato mai un allenamento o una partita, dopo il pareggio con il Benevento ha pianto. Io vedo un ragazzo che si allena con grande professionalità e voglia: è il portiere più forte del mondo e un grandissimo uomo". Gattuso commenta le voci di mercato sul portiere: "Se la società dice che non vuole vendere, cosa devo dire di più? Gigio non mi ha mai detto che vuole andar via. E non ho detto che Mino sta convincendo il ragazzo. Vediamo come andrà a finire".

01:08Mirabelli: “Donnarumma? Sappiamo da dove viene male”

(ANSA) - MILANO, 13 DIC - "Non tutte le colpe sono di Gigio Donnarumma. Purtroppo sappiamo da dove viene il male, speriamo nei prossimi mesi di risolvere il problema". Nelle parole del ds del Milan, Massimiliano Mirabelli, c'è un chiaro riferimento all'agente Mino Raiola: "Gigio dovrà venire a supplicarci di mandarlo via. Semmai dovesse succedere, qualsiasi squadra arrivi detteremo noi le condizioni. Non ci facciamo prendere per il collo da nessuno. Io credo che un giorno si accorgerà dove sta il bene e dove sta il male".

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(ANSA) - ROMA, 13 DIC - "Mi spiace dirlo, ma fossi in Curva a #SanSiro, stasera #Donnarumma lo fischierei". E' il tweet con cui Enrico Letta, tifoso del Milan ed ex presidente del Consiglio, interviene sulla vicenda Donnarumma. Il portiere dei rossoneri, dopo che nei giorni scorsi il suo procuratore Mino Raiola ha chiesto di annullare il contratto appena rinnovato con il club, è stato fischiato e insultato dai tifosi stasera a San Siro, prima della partita di Coppa Italia vinta sul Verona.

00:27Calcio: Premier, Manchester City vittoria con il record

(ANSA) - ROMA, 13 DIC - Tutto invariato al vertice della Premier League, dopo le partite del turno infrasettimanale, valide per la 17/a giornata. Vincono i due Manchester, che restano separati di 11 punti in classifica: il City leader s'impone sul campo dei gallesi dello Swansea per 4-0 (15/a vittoria di fila e record), con doppietta di David Silva, reti di De Bruyne e Aguero, in campo da titolare. E' la 15/a vittoria di fila per la squadra di Guardiola, un record per il campionato. Il City non ha faatto bottino pieno l'ultima volta il 21 agosto. Lo United si è imposto per 1-0 in casa contro il Bournemouth, grazie a un gol di Romelu Lulaku, servito da Juan Mata. al 25'. Successo anche per Antonio Conte e il Chelsea sul campo dell'Huddersfield per 3-1. Di Bakayoko, Willian e Pedrito le reti. Senza gol, infine, uno dei tanti derby di Londra, quello fra West Ham United e Arsenal.

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