Argentina: No a default, ma nuovo schiaffo dagli Usa

NEW YORK. – L’Argentina verso il suo secondo default in 13 anni. Il giudice americano, Thomas Griesa, nega a Buenos Aires più tempo per trattare con gli hedge fund, respingendo la richiesta di uno stop temporaneo per il pagamento dei fondi speculativi. Una decisione che apre di fatto un nuovo capitolo nella saga della crisi del debito dell’Argentina. Sfidando la sentenza americana, che impone a Buenos Aires di pagare contemporaneamente gli hedge fund e i creditori che hanno accettato il concambio, il ministro dell’economia Alaex Kicillof annuncia che il governo argentino ha depositato oltre 1 miliardo di dollari per pagare come previsto il 30 giugno chi ha accettato lo swap. ”Non è nei nostri piani fare default” afferma Kicillof, volato nelle ultime ore a New York per intervenire all’Onu da dove ha parlato di ‘fondi avvoltoi’ che vogliono spingere il paese al default. E ha criticato il poco tempo a disposizione per raggiungere un accordo con i fondi speculativi: le trattative ”non possono essere completate in tre giorni”. Kicillof ha messo anche in guardia sull’impatto dell’attuazione della sentenza americana, che innescherebbe richieste di pagamenti e cause per 120 miliardi di dollari, ovvero molto di più delle riserve in valuta estera della banca centrale argentina. La sentenza del giudice Griesa, confermata dalla Corte Suprema americana, indica che l’Argentina deve pagare per intero gli hedge fund che non hanno accettato lo swap se vuole pagare, entro il 30 giugno come previsto, i creditori che invece lo hanno accettato. Buenos Aires e gli hedge fund hanno avviato contatti per raggiungere un’intesa, ma un accordo sembra ancora lontano. La richiesta di sospensione temporanea del pagamento agli hedeg fund è definita da Griesa ”non appropriata”. E ora le opzioni a disposizione dell’Argentina si riducono ulteriormente: c’è la possibilità di un default, quella di un accordo con i fondi speculativi o quella di sfidare la giustizia americana. L’unica nota positiva è il fatto che anche se dovesse mancare il pagamento di 900 milioni di dollari in scadenza il 30 giugno ai creditori che hanno aderito al concambio, l’Argentina ha un periodo di grazia di 30 giorni per onorare i suoi obblighi. Periodo durante il quale gli hedge fund si impegnerebbero – secondo indiscrezioni – a trattare per una soluzione comune affinché venga assicurato il pagamento del debito ristrutturato entro il 30 luglio se le trattative avranno ”fatto progressi”.

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