Iraq: 007 presi alla sprovvista, polemiche negli Usa

NEW YORK. – L’avanzata dello Stato Islamico in Iraq e nel Levante (Isis) e’ stata fulminea, ma le agenzie di intelligence Usa sono state comunque colte di sorpresa. Lo hanno affermato polemicamente in molti, negli Usa. Ma la Cia, che gia’ ha subito analoghe critiche in occasione della Primavera Araba, non ci sta, e contrattacca, sostenuta da esponenti repubblicani che a loro volta puntano il dito contro Obama. “Abbiamo ascoltato le intenzioni dichiarate” dell’Isis, ha attaccato il presidente della Commissione intelligence della Camera Usa, il repubblicano Mike Rogers, sottolineando che “il motivo per cui si chiamano Stato Islamico in Iraq e nel Levante e’ perche’ vogliono il Levante”. “Abbiamo osservato i loro campi che venivano costruiti e sviluppati, li abbiamo osservati mentre si procuravano armi, abbiamo osservato mentre ottenevano finanziamenti, abbiamo osservato persone con passaporto occidentale che si presentavano nei loro campi, li abbiamo osservati tutti”, ha detto ancora Rogers, aggiungendo che quanto sta accadendo “e’ il risultato dell’indecisione, non e’ un fallimento dell’intelligence, e’ un fallimento della una politica”, perche’ “non reagire e’ una decisione. Non decidere e’ una decisione”. Parole che fanno sponda a quanto affermato dal portavoce della Cia Dean Boyd, secondo cui “chiunque abbia avuto accesso e abbia effettivamente letto l’intera produzione di intelligence della Cia sull’Isis e l’Iraq non dovrebbe essere sorpreso dall’ attuale situazione”. Ma le polemiche vanno oltre la repentina cattura della citta’ di Mosul e di altri importanti centri. Jim Himes, un deputato democratico che fa parte della stessa Commissione Intelligence, ha a sua volta affermato che in effetti “abbiamo un ragionevole conoscenza della natura dell’ Isis, ma abbiamo una visione molto limitata su chi attualmente sta facendo cosa”. E c’e’ chi nota che oltre a non aver apparentemente predetto l’offensiva contro Mosul, l’intelligence non ha saputo prevedere che l’esercito iracheno si sarebbe rilevato cosi’ inadeguato, che migliaia di soldati avrebbero disertato. E ancora, che non ci sia una valida ed estesa ‘lista di obiettivi’ da colpire in caso il Commander in Chief decidesse di dare il via ad una campagna di raid aerei, con i droni o con i caccia. Una osservazione rafforzata dal fatto che Obama ha precisato che uno dei compiti dei 300 consiglieri Usa inviati in Iraq sara’ quello di rafforzare l’intelligence. Tutte cose, sottolineano alcuni, che stridono con il fatto che la stazione della Cia a Baghdad e’ una delle piu’ grandi al mondo.