Mondiali: ancora due lampi di Rodriguez e la Colombia va

RIO DE JANEIRO. – Un ‘golazo’, una doppietta del migliore giocatore dei Mondiali – James Rodriguez – decide l’ottavo di finale tutto sudamericano della Coppa del Mondo tra Colombia e Uruguay che promuove i ‘cafeteros’ chiamati adesso ad un’altra sfida fratricida contro il Brasile il 4 luglio allo stadio di Fortaleza. Che questo 23enne colombiano del Monaco fosse un predestinato lo si poteva forse immaginare, che potesse però diventare un crack, l’uomo decisivo di questa Coppa del Mondo – 4 partite e 5 gol – probabilmente non lo avrebbe pronosticato nessuno. Il suo lampo, al 28′ – stop di petto spalle alla porta e sinistro al volo da fuori area che si infila sotto la traversa – è stata forse la cosa più bella vista fin qui ed anche giusto che abbia deciso questa sfida ruvida, maschia, ai limiti dell’agonismo. Nella ripresa il bis grazie ad un’azione “abc” da manuale del calcio: cross di Armero, sponda di Cuadrado e James (come ama farsi chiamare) che appoggia in rete da pochi passi. Orfani di Falcao e Suarez, Colombia e Uruguay arrivano a Rio con umori opposti: al settimo cielo quello dei ‘cafeteros’ che hanno chiuso a punteggio pieno il girone eliminatorio e mostrato una condizione fisica invidiabile; nervoso, umorale e ansioso quella della ‘celeste’, che ha passato paradossalmente gli ultimi giorni più a districarsi dalla matassa-Suarez che a preparare la partita. Del ‘pistolero’ restano solo le maschere e le tante magliette sventolate dai tifosi arrivati a Rio per assistere al secondo derby sudamericano della giornata dopo Brasile-Cile: chi vince ai quarti troverà proprio la Seleao. Nella Colombia (4-2-3-1) resta fuori Ibarbo. Pekerman opta per le due punte, Jackson Martinez e Teo Gutierrez, dietro al folletto n.10 e a Cuadrado che dopo la partita di stasera avrà visto crescere ancora di più il cartellino. Tabarez conosce le ripartenze dei ‘cafeteros’ e sceglie un più prudente 3-5-2. La Colombia appare da subito più in palla contro un Uruguay che non cambia lo spartito visto nelle prime tre tornate, più attento a contenere gli avversari che a proporre gioco. Il progetto tattico di Tabarez è chiaro: tutti dietro la linea della palla, compresi Cavani e uno spento Forlan. Tra campo e panchina nelle due squadre ci sono ben 18 giocatori che giocano o hanno giocato in Serie A e il fatto di conoscersi così bene all’inizio imbriglia gioco e occasioni da rete. La prima mezzora scorre via senza sussulti, con Armero (strepitosa la sua partita), Zuniga e Cuadrado sistematicamente raddoppiati e Muslera e Ospina raramente chiamati in causa. L’Uruguay fa giocare male gli avversari, non pressa e aspetta nella sua metà campo, così Pekerman si decide a cambiare e passa a un 4-4-2 che col possesso palla si trasforma in un 4-2-4. Il cambio produce gli effetti sperati e la parla di J.Rodriguez porta meritatamente in vantaggio la squadra più intraprendente. Lo svantaggio non ha nemmeno il merito di scuotere la ‘celeste’ che continua a cercare, senza riuscirvi, il bandolo del gioco: la prima vera occasione solo al 64′ con “Cebolla” Rodriguez con un gran tiro da fuori. Il secondo gol di Rodriguez, a inizio ripresa, chiude anzitempo i giochi; inutile e tardivo il pressing deglu uruguayani negli ultimi 15′ che finalmente produce tiri e occasioni da rete che sfumano per imprecisione e bravura di Ospina (prodigioso in due situazioni). Il risultato non cambia più e promuove – per la prima volta nella sua storia ai quarti di finale – meritatamente la squadra forse più spettacolare vista in questo Mondiale.