Mondiali: Messi e Di Maria, l’Argentina vuole il titolo

ROMA. – Tra le favorite d’obbligo del Mondiale, l’Argentina si trova al giro di boa decisivo della sua partecipazione. In un’atmosfera un po’ triste per la morte di una giovane giornalista al seguito della nazionale – una conferenza stampa prevista per la scorsa notte a Belo Horizonte è stata annullata in segno di rispetto -, Messi e compagni hanno in testa solo la finale ma per arrivarci devono sfatare un tabù, visto che l’Albiceleste non batte senza i rigori una squadra europea nella fase eliminatoria dal lontano 1986, quando si aggiudicò il titolo superando la Germania all’Azteca. E forse proprio i rigori saranno di nuovo necessari sabato a Brasilia contro il Belgio, che di gara in gara cresce in forza e autostima e un Howard sulla propria strada non si trova tutti i giorni, pur se Romero sta per ora sorprendendo tutti. In ogni caso, l’Argentina non sarebbe tanto in alto se non avesse Messi, che su sette reti della squadra ne ha segnate quattro, cui vanno aggiunti un assist e un autogol provocato. Lo stesso ct Sabella riconosce che la sua nazionale è a traino del genio, mentre la stampa sottolinea che l’Argentina “è molto lontana dall’essere una squadra”. Se nella semifinale dell’86 la squadra sudamericana battè il Belgio grazie ad una doppietta di Maradona, è certo che anche in Brasile c’è un uomo solo, magari aiutato da un Di Maria in gran crescendo, ad avere le doti per cercare di ripetere quel risultato. Per la gara di sabato, Aguero dovrebbe recuperare almeno per andare in panchina e forse per giocare qualche minuto accanto ad un Higuain finora non decisivo. Javier Mascherano, uno dei leader della squadra e diga del centrocampo avverte che contro il Belgio ”il cuore non basterà”. ”Dobbiamo giocare come nel secondo tempo contro la Svizzera – ha spiegato il giocatore del Barcellona in un’intervista al Clarin di Buenos Aires -. Abbiamo giocatori che fanno male là davanti, qualcosa comunque dobbiamo rischiare”. Tutti avanti, insomma, ma con giudizio, visto che anche la difesa ha i suoi problemi. L’ottimo Rojo è squalificato e Sabella dovrebbe dare ancora spazio al trentenne Basanta. In uno stadio che sarà travolto dalla passione del tifosi albicelesti, a tenere ordine in campo ci sarà l’italiano Nicola Rizzoli, designato per la terza volta in questo Mondiale. Un segnale per il fischietto emiliano che, come l’Argentina, punta a sua volta ad arrivare in finale.

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