Problemi di sicurezza, il Pentagono tiene a terra la flotta F35

Pubblicato il 04 luglio 2014 da redazione

NEW YORK. – Nuovo smacco per il controverso e costoso supercaccia F-35 della Lockheed Martin. Tutti i 97 esemplari della flotta Usa devono rimanere a terra: il Pentagono ha deciso di sospenderne tutti i voli, di test o addestramento, dopo che il 23 giugno il motore di un F-35A della U.S. Air Force ha preso fuoco mentre il velivolo era in fase di decollo dalla base di Eglin, in Florida. La manovra e’ stata abortita, le fiamme sono state spente dai servizi d’emergenza e il pilota non e’ rimasto ferito. Ma “sulla base dei risultati iniziali dell’incidente sulla pista di decollo”, l’Air Force e la Navy “hanno dato direttive affinche’ gli F-35 rimangano a terra”, rende noto con uno stringato comunicato del Dipartimento della Difesa. Nella nota si aggiunge che “la causa dell’incidente e’ ancora sotto investigazione” e anche che “sono state ordinate ulteriori ispezioni ai motore degli F-35 e la ripresa dei voli verra’ stabilita sulla base dei risultati delle ispezioni e delle analisi”. Per il Pentagono si tratta di un’ennesima battuta d’arresto particolarmente sgradita, poiche’ sin dall’avvio del programma, lo sviluppo dell’F-35 e’ stato segnato da una serie di anomalie, imprevisti, aumento dei costi e polemiche, sia negli Usa che negli altri Paesi che hanno deciso di hanno deciso di contribuire alla produzione, tra cui l’Italia. La realizzazione dei 2.443 esemplari per le Forze Armate americane ha raggiunto una previsione di spesa per gli Usa di oltre 398 miliardi di dollari, il 71 per cento in piu’ rispetto a quanto programmato nel 2001; mentre per quanto riguarda l’Italia, che aveva in programma inizialmente di acquistarne 90 esemplari, il “programma complessivo” relativo all’acquisto e’ stato invece sospeso. “Sara’ definito nuovamente” dopo la stesura del Libro Bianco per la Difesa che stabilira’ cio’ che serve “per soddisfare le nostre necessita’ di difesa”, come ha detto il ministro della difesa Roberta Pinotti, in una audizione il 24 giugno davanti alle Commissioni Difesa di Camera e Senato. Il ministro ha aggiunto che, allo stato, i contratti già sottoscritti e operanti riguardano solo i lotti 6 e 7, per sei velivoli complessivi. Non e’ peraltro la prima volta che il motore del velivolo, prodotto dalla Pratt & Whitney, crea problemi. Già nel febbraio dello scorso anno la flotta Usa venne costretta a terra dopo che sulla turbina di uno velivoli fu rilevata una frattura. Gli esami condotti hanno poi mostrato che si e’ trattato di un problema circoscritto e non una falla di design, ma comunque ci sono stati altri problemi, anche al casco del pilota. Nel marzo dell’anno scorso e’ inoltre emerso un rapporto dell’Operation Test and Evaluation Directorate del Pentagono secondo cui l’F-35 sarebbe incapace di combattere, non avrebbe alcuna chance di successo in uno scontro reale con caccia ben piu’ ‘datati’. Ma la nuova battuta d’arresto e’ ancor piu’ fastidiosa per il Pentagono perche’ in questi giorni l’F-35 aveva in programma una serie di appuntamenti internazionali. Il primo era il passaggio in cielo per il battesimo della nuova portaerei britannica H.M.S. Queen Elizabeth, previsto per oggi, che e’ stato cancellato. Gli altri due, piu’ importanti, sono due air show sempre in Gran Bretagna, l’11 luglio il Royal International Tattoo e il 14 il Farnborough International Air Show. I preparativi per la partecipazione vanno avanti, ha fatto sapere il Pentagono, ma “una decisione finale sara’ presa all’inizio della prossima settimana”.  (Stefano de Paolis/ANSA)

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