Bitcoin, la moneta del web che allarma le banche

ROMA. – Il bitcoin è una moneta elettronica creata nel 2009 da un informatico conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto che pochi mesi fa è stato rintracciato in California dal settimanale Newsweek. Si basa su transazioni criptate completamente anonime, non viene gestita da alcuna banca, il valore dipende dalla fiducia dei suoi investitori. La criptomoneta può essere trasferita attraverso il web a chiunque disponga di un ‘indirizzo bitcoin’, salvata su un computer sotto forma di ‘portafoglio’ o tenuta presso terze parti che svolgono funzioni simili ad una banca. La struttura ‘peer-to-peer’ e la mancanza di un ente centrale rende impossibile per qualunque autorità manipolarne il valore. Il ‘trading’ dei bitcoin avviene attraverso una serie di piattaforme web tra cui Mt.Gox, in crac finanziario dopo aver accumulato passività nette per 47 milioni di euro. E’ finita nella bufera anche a seguito di una sparizione di moneta virtuale di numerosi clienti equivalente a circa 350 milioni di dollari. Dopo la dichiarazione di bancarotta, ha ritrovato una parte del ‘bottino’ perduto, presumibilmente per un attacco di criminali informatici. Per la società di sicurezza Kaspersky nel 2013 sono triplicati i cyber-attacchi che avevano bitcoin nel mirino, per un totale di 8,3 milioni, il 29% di tutti gli attacchi informatici finanziari eseguiti usando ‘malware’. Nonostante tutto, si moltiplicano nel mondo i negozi virtuali e non dove la moneta del web è accettata. Expedia, uno dei maggiori portali per la prenotazione di viaggi online, ha annunciato che la prenderà per i pagamenti di hotel. Mentre eBay studia una categoria del suo sito dedicato allo scambio di valute virtuali, in cui saranno accettate anche altre monete digitali emergenti come i Coinyes e i dogecoins. Gli esercizi commerciali ‘fisici’ che accettano la valuta sono invece tracciati dal sito CoinMap.org. Da alberghi, a negozi di informatica a barbieri, ce n’e’ per tutti i gusti anche in Italia. I nostro paese, secondo il sito Bitnodes che traccia il numero di transazioni in bitcoin che passano dai nodi della rete, è al decimo posto in una classifica che vede in cima gli Stati Uniti seguiti da Russia, Germania, Cina, Regno Unito, Canada, Olanda, Francia e Australia. Dopo Stati Uniti e Nord Europa, anche in Italia è attivo il primo sportello ‘bancomat’ bitcoin: è stato aperto pochi giorni fa a Roma presso presso Luiss Enlabs – La Fabbrica delle Startup, in occasione della quarta edizione del ‘No Cash Day’. (Titti Santamato/ANSA)