Chicago come ai tempi di Al Capone, 14 morti in week end

NEW YORK. – Un weekend di sangue mai visto a Chicago. La conferma che la terza citta’ d’America, la citta’ di al Capone, resta anche la piu’ violenta. Nei tre giorni del lungo fine settimana del 4 luglio, quello della Festa dell’Indipendenza, in decine di sparatorie sono rimaste uccise almeno 14 persone, mentre altre 82 sono rimaste ferite. Un bilancio agghiacciante, spia di una vera e propria emergenza sociale che nessuno finora e’ riuscito a gestire, ne’ la polizia ne’ le autorita’ cittadine. Con decine di gang armate che si affrontano per le strade colpendo spesso passanti incolpevoli. “Per dieci minuti e’ sembrato che in citta’ ci fosse una sparatoria ovunque”, scrive il Chicago Tribune. Un inferno di fuoco. E c’e’ gia’ chi ha ribattezzato Chicago – tra l’altro la citta’ della famiglia Obama – col nome di ‘Chi-raq’: come a dire che il livello di violenza nelle sue strade e’ paragonabile a cio’ che succede in quelle di Baghdad. Ad innescare l’ultima scia di sangue, giovedi’ scorso, alcuni colpi di arma da fuoco sparati contro una coppia. Poi la ritorsione, con un fuoco di fila durato per tre giorni e che ha colpito chiunque si trovasse nel mezzo. Ed e’ stato necessario l’intervento delle forze speciali della polizia per riportare la situazione sotto controllo. L’ondata di violenza ha lasciato a terra soprattutto giovani vittime. La maggior parte di loro erano poco piu’ che adolescenti. La vittima piu’ anziana e’ stata invece una donna di 66 anni colpita da un proiettile vagante alla testa mentre saliva le scale di casa. Cinque delle vittime, invece, sono state uccise dalla polizia, e tra queste ci sono due adolescenti di 14 e 16 anni che, nonostante gli fosse stato intimato di riporre le armi, hanno continuato a sparare contro gli agenti. “No comment”, e’ stata la laconica risposta del sindaco Rahm Emanuel, ex braccio destro di Barack Obama, che ha visto andare in fumo il piano ‘Summer Safety’ che avrebbe dovuto garantire maggiore sicurezza nelle strade cittadine soprattutto durante il ponte del 4 luglio, con l’utilizzo di 300 agenti extra. E a non portare i benefici previsti sembrano essere anche le severe leggi introdotte a Chicago e in Illinois per limitare il possesso di armi da fuoco. Del resto, basta oltrepassare il confine con l’Indiana ed entrare in un negozio per comprare una pistola liberamente. Per rendersi conto dell’allarmante situazione di Chicago basti pensare che ogni anno il numero di omicidi e’ nettamente superiore a quelli che accadono a New York, metropoli tre volte piu’ grande. Nel 2013 ce ne sono stati 415, contro i circa 350 della Grande Mela. (Gina Di Meo/ANSA)