Microsoft, taglia 18.000 posti: il maggiore della sua storia

NEW YORK. – Microsoft taglia 18.000 posti lavoro, il 14% della sua forza complessiva, in quella che e’ la piu’ drastica cura dimagrante della sua storia. Obiettivo cambiare cultura e diventare piu’ agile in linea con la nuova filosofia dell’amministratore delegato, Satya Nadella, che vuole Microsoft piu’ orientata in avanti al mobile e al cloud. I tagli riguarderanno soprattutto Nokia, dove saranno eliminati 12.500 posti, ovvero la meta’ dei dipendenti Nokia assorbiti da Microsoft. La riduzione, superiore alle attese, avverra’ in un anno e costera’ a Microsoft 1,1-1,6 miliardi di dollari. La riorganizzazione delle attivita’ prevede anche lo stop della produzione di telefoni Nokia basati su Android, introdotti all’inizio dell’anno e che si ponevano in diretta concorrenza con quelli Microsoft. ”Cambiare e’ difficile ma e’ necessario” afferma Nadella in una email ai dipendenti, ribadendo la necessita’ di introdurre una nuova cultura nella societa’. Nadella e’ il terzo amministratore delegato della storia di Microsoft e la sua decisione di tagliare mostra come non tema di rompere con il passato e i suoi predecessori. Per Nadella si tratta anche di un test per verificare se la fiducia conquistata con dipendenti e investitori sia sufficiente a consentirgli di portare avanti la sua strategia. Gli investitori chiedono da tempo a Microsoft una svolta per tenere il passo con gli altri colosso tecnologici. Wall Street plaude a Nadella e spinge il titolo Microsoft, che arriva a guadagnare il 2,9%. ”Le nostre ambizioni sono ampie e deve esserlo anche il nostro desiderio di cambiare ed evolvere la nostra cultura” ha detto Nadella la settimana scorsa in un memo dipendenti nel quale la parola ‘cambio’ e’ stata usata 14 volte. la forza lavoro di Microsoft e’ cresciuta negli ultimi anni da 89.000 dipendenti nel 2010 a 127.000 con l’acquisizione di Nokia. Morgan Stanley stima che una riduzione della forza lavoro del 10% si traduca per Microsoft in 2,4 milioni di dollari in meno di spese operative annuali e in aumento dell’utile per azione di 20 cent.