Centro Italiano-Venezolano di Caracas: Quel  “Sogno”, realizzato dai nostri Pionieri

Pubblicato il 02 agosto 2014 da redazione

CARACAS.- Percorriamo il verde cammino del Centro Italiano Venezolano mentre le fronde multicolori dei suoi magnifici alberi grondano ancora gocce di pioggia, in una mattinata tipicamente “caraqueña”….

Ma, oggi, non è una giornata come tante… ad attenderci, per offrirci la possibilità di ricordare cari tempi trascorsi e tornare ad immaginare  nuovi scintillanti arcobaleni, il  Presidente (recentissimamente eletto) di questo generoso simbolo di italianità, voluto e reso realtà dai nostri indimenticabili pionieri: Carlos Villino.

Con Carlo, non sono necessarie molte parole. Lo conosciamo da tantissimi anni ormai… Ne sappiamo il sorriso sincero, l’operosa presenza, la generosa disposizione, sempre inesauribile, a dare il meglio per la vita di questa nostra amata Istituzione.

Del Centro Italiano Venezolano, Carlo Villino conosce i minimi dettagli, la bella storia iniziata con i nostri audaci pionieri… e che giunge fino ai giorni odierni… Non più così lieti e avventurosi come quelli di una volta… ma, sempre, vissuti all’insegna della nostra cultura, dell’amore per le radici, per i ricordi e per la storia di una Collettività che, un giorno ha scelto il Venezuela, quale meravigliosa terra d’accoglienza ove costruire un futuro degno per le proprie generazioni.

Senza il “passato” non può esistere il “presente” e… meno ancora il “futuro”.

Oggi, il Venezuela non sorride più come un tempo…

Molti dei “nostri” sono andati via per sempre, ma il Centro Italiano Venezolano è ancora una presenza viva, costante, che va protetta, compresa, salvaguardata…. stretta al cuore.

Così, con la neo Presidenza di Carlo Villino, tornano vividi i ricordi, le emozioni e, quell’intenso sentimento di italianità abbracciato fraternamente all’essenza venezuelana.

Carlo, ha tantissimi progetti da svolgere. Ha una “Squadra” degna che lo accompagna nella conduzione di questa importante missione e una sensibilità speciale per valutare cosa è necessario realizzare nel nostro “Centro” dopo qualche anno di “quieto sopore”.

Carlo è figlio di un generoso pugliese. Nato a Caracas,  ha frequentato il Centro Italiano Venezolano fin dall’età di sei anni, quando giocava nella squadra “pre-infantil”.

Qui, nei giardini del “Centro” ha incontrato Ester sua moglie, (figlia di spagnoli). Qui, ha saputo fare tesoro di tante esperienze raccontate e vissute dai nostri  predecessori:

-Assieme ad altri volenterosi soci, abbiamo deciso di far vibrare ancora, come davvero merita, l’”Anima del Centro “- sottolinea.

– C’è molto da fare?-

-Tanto… tantissimo… Bisogna recuperarne le infrastrutture: il tetto, l’area bocce, i bagni, i campi da tennis, quelli di calcio.  Ogni area ha una “urgente priorità”.

Importantissimo il “tema sport” che bisogna portare avanti rispettando tutte le leggi contemplate dalla Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Abbiamo messo a punto un primo piano di eventi: feste per giovani, la “Feria de la comida” che sta avendo un gran successo poiché si trasforma in un’occasione per simpatiche riunioni conviviali. Il prossimo 15 Agosto, ci sarà una grande festa con musiche degli anni 60’, 70’, 80’. Conteremo sulla presenza di Luis Chataing che presenterà una sua Opera…

La domanda che ogni istante ci poniamo è: “come recuperare l’italianità nel Centro Italiano Venezolano”…. Perchè, se è vero che molti dei nostri fondatori non sono più con noi… e che moltissimi dei loro eredi sono “emigrati” in altre Nazioni, ( forse “più stabili e sicure”), noi dobbiamo lavorare con tutte le nostre risorse per quelli che sono rimasti qui….

Lo scopo è “Portare avanti la multiculturalità”… Il “discorso” è cambiato, in un certo senso… ma anche, se “difficile”, è molto, molto “affascinante”.

Riflettiamo…. Ieri, i nostri connazionali arrivavano in Venezuela sognando un “futuro” per i propri discendenti… Il “Centro” era fulcro di una infinità di progetti dedicati alle nuove generazioni…. Oggi, molti dei figli, dei nipoti di quei pionieri, hanno scelto di emigrare nuovamente… E difficilmente,  torna indietro, chi  è ormai abituato a nuove forme di vita, a nuovi modi d’esprimersi…. d’amare…. di convivere in società….

Ma molti restano e, senza dubbio, il Centro Italiano Venezolano rappresenterà sempre quella “Prima Pietra” della nostra presenza in Venezuela. Nel “Centro” un poco dell’affascinante storia di ciascuno di noi, seguiterà ad aleggiare tra le meravigliose fronde degli alberi atavici che lo circondano…. così… come dell’antica storia di una immortale orgogliosa  e indimenticabile italianità. (Anna Maria Tiziano/Voce)

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