Cepal, si contrae il Pil venezuelano. Moody’s, pericolo default

CARACAS – Nessuna crescita per l’economia venezuelana. Lo sostiene la Cepal nel suo “Estudio Económico de América Latina y el Caribe 2014”. L’organismo ha rivisto al ribasso la crescita globale del continente sudamericano il cui Pil, dal 2,7 per cento stimato ad aprile, dovrebbe passare al 2,2 per cento.

Stando alla Cepal, questa minor crescita del Prodotto Interno Lordo dell’emisferio è da attribuirsi ad una crescita inferiore alle attese della domanda interna e ai minori margini di manovra dei governi nell’applicazione di politiche strutturali tendenti a stimolare la produzione.

In questo contesto, il Venezuela, che chiuse lo scorso anno con una crescita dell’1,3 per cento, nel 2014 potrebbe registrare una contrazione del Pil pari allo 0,5 per cento; una contrazione importante se si pensa alle somme di denaro ottenute dalla vendita del greggio.

I paesi sui quali riposa la crescita dell’economia globale dell’America Latina sono: Panama, con un Pil pari al 6,7 per cento; Bolivia, 5,5 per cento e Colombia, Ecuador, Nicaragua, Repubblica Dominicana, 5,0 per cento.

Dal canto loro,  i paesi del “Cono Sur” dovrebbero registrare un’espanzione economica dell’1,8 per cento mentre quelli dei Caraibi del 2 per cento.

Intanto, secondo l’analisi dell’agenzia Moody’s sono 10 i paesi che corrono il rischio del ‘default’,  come è accaduto per l’Argentina. Tra questi vengono segnalati Ecuador, Cuba, Giamaica e Venezuela.