L’estate non ferma le Camere, pienone agostano per Iraq

ROMA. – Volti abbronzati ma seri, botta e risposta accesi, e un voto, favorevole, per l’invio di armi ai curdi nell’ambito della crisi in Iraq: per una manciata d’ore, a Montecitorio, oggi sembrava già autunno. E chi pensava che ferie e calura frenassero la presenza dei parlamentari alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato è rimasto deluso. In un centinaio su 138 membri, infatti, hanno risposto presente e l’unico vero strappo alla regola concesso all’estate è stato il permettere ai senatori di votare le risoluzioni a Montecitorio, separatamente dai deputati: aprire anche Palazzo Madama era forse davvero eccessivo. Il rischio di un’assenza di massa era tuttavia palpabile: il voto sull’invio di aiuti militari in Iraq all’inizio non era previsto e si è reso necessario con la presentazione di due risoluzioni alternative (di M5S e Sel) a quella di sostegno al Governo. Qualcuno, poi, al momento della convocazione delle Commissioni giunta il 18 agosto, aveva anticipato la sua impossibilità a venire: come Antonio Razzi, che aveva annunciato di restare in Spagna al compleanno della suocera piuttosto che venire alla Camera per “fare scena”. Le defezioni, però, alla fine sono state poche e nelle 48 ore disponibili in tanti, arrivando in Parlamento anche con il trolley, hanno risposto all’appello. Tra i 42 deputati Democrat c’erano tutti, come rimarcato con soddisfazione dal capogruppo Pd Roberto Speranza. E c’era anche l’ex premier Enrico Letta che, ai cronisti che gli facevano notare come proprio oggi fosse il giorno del suo 48/o compleanno, ha risposto con un diplomatico sorriso. Diversi (ma di meno) anche i presenti nel centrodestra per un appuntamento al quale, come sottolineato da Enrico Buemi del Psi, “era importante esserci”. Il M5S ha provveduto a ‘sostituire’ chi, vuoi per la lontananza della meta estiva, vuoi per l’improrogabilità dell’evento (le nozze), proprio non poteva farcela, ma non è riuscito ad evitare ironie anche perché tra gli assenti c’erano i due “ideologi grillini” – così definiti dal Dem Chaouki – Alessandro Di Battista (in Nepal) e Manlio Di Stefano (in Africa), con il primo nell’occhio del ciclone per il suo recente post sull’Isis. A nulla, invece, è servito il ritorno-lampo degli altri pentastellati: i numeri non hanno dato scampo alla loro opposizione. Così, in meno di 4 ore la pratica Iraq è stata chiusa, parlamentari e (eccezionalmente) giornalisti e cameraman hanno abbandonato dall’uscita principale un Palazzo che, a parte la Sala della Regina, era comunque deserto, con tanto di buvette chiusa. I battenti riapriranno il 4 settembre ma non è certo la prima volta che i parlamentari lavorano in estate: l’anno scorso fu l’Aula a riunirsi, proprio il 20 agosto, sul dl femminicidio. E anche allora, tra M5S e Pd, fu polemica. (di Michele Esposito/ANSA)

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