La Libia collassa. I filo-islamici nominano un loro premier

Pubblicato il 25 agosto 2014 da redazione

IL CAIRO. – Il dado è tratto: la Libia ha di fatto due assemblee parlamentari e due premier ad interim, mentre si ha notizia di nuovi scontri e l’Egitto respinge l’accusa di essere dietro i raid aerei compiuti a Tripoli contro i jihadisti: accusa suffragata tuttavia da “alti funzionari Usa” citati dal New York Times. La spaccatura ufficiale del Paese in tre parti, Tripoli in mano ai filo-islamici di Misurata, Bengasi ‘Califfato’ di Ansar al Sharia e Tobruk luogo d’esilio del Parlamento eletto due mesi fa, è ormai un fatto compiuto. Il vecchio Congresso, il Gnc, si è riunito a Tripoli dopo l’invito delle milizie di Misurata, che hanno conquistato l’aeroporto e buona parte dei centri nevralgici della capitale. Il suo mandato è concluso, superato dall’elezione del nuovo Parlamento che si doveva riunire a Bengasi e non più a Tripoli in segno di riconciliazione con i federalisti dell’est. Ma in aperta sfida ai deputati di Tobruk, in maggioranza ostili alle fazioni integraliste, l’assemblea – incerto il numero dei partecipanti, 185 i membri – ha incaricato un docente di scienze politiche all’Università di Bengasi, Omar al-Hasi, considerato vicino ai partiti islamici del Paese, e quindi anche ai Fratelli Musulmani, di formare un governo di “salvezza nazionale”. Da Tobruk, il capo del governo provvisorio, Abdallah al-Thani ha bollato la riunione del Gnc e le sue decisioni come “illegali”. “L’unico corpo legislativo legale é il Parlamento” eletto il 25 giugno, ha insistito al-Than, a cui la Camera non ha peraltro ancora confermato l’incarico. Ma proprio mentre parlava, le milizie di Misurata assaltavano la sua abitazione a Tripoli, dandola alle fiamme, così come hanno fatto con il terminal dell’aeroporto e altre case di avversari nella capitale. Veri e propri combattimenti sono stati segnalati lungo una arteria nei pressi dell’aeroporto, mentre 3 razzi Grad piovuti sullo scalo di al Beida, tra Bengasi e Tobruk, hanno elevato l’allerta su quello che allo stato attuale è l’unico scalo aereo in grado di funzionare nel Paese. Ansar al Sharia ha poi di fatto aderito all’appello del Gran Mufti del Paese, invitando i ”fratelli” di Misurata e dell’operazione Alba a unirsi in un grande fronte islamico. Al Cairo, il summit dei Paesi confinanti si è chiuso intanto con un appello al dialogo nazionale per far cessare i combattimenti e le violenze che per ora resta solo sulla carta. La Libia ha preannunciato che chiederà l’intervento del Consiglio di Sicurezza Onu il prossimo 27 agosto. “Non è una richiesta di azioni militari”, ha sottolineato il ministro degli Esteri, “ma che l’Onu porti a compimento la sua missione”. Una terminologia sibillina, pur accompagnata da un esplicito riferimento al capitolo VII della Carta della Nazioni Unite che contempla una serie di misure tra cui quelle militari, dettata dalla volontà di non gettare benzina sul fuoco. La denuncia delle richieste d’intervento straniero, a più riprese evocate dalle autorità centrali libiche, è infatti il cavallo di battaglia delle milizie filo-islamiche – e ovviamente dei jihadisti – che accusano il Parlamento di “tradimento”. Le fiamme sono state aizzate anche dall’autorevole New York Times che, citando “quattro alti funzionari” americani conferma quanto scritto nei giorni scorsi da diversi media nordafricani e sostenuto dai miliziani di Misurata: e cioè che “i raid aerei su Tripoli sono stati condotti da Egitto e Emirati Arabi Uniti”. Washington avrebbe accolto la notizia “con sorpresa” e ambienti Usa bollano una simile iniziativa come “inefficace”. Immediata e furente la smentita del Cairo, che parla di menzogne, della volontà di “implicare l’Egitto negli affari interni della Libia”. Al buio della ribalta, la situazione é sempre più critica per la popolazione, che patisce la carenza di carburante, cibo, acqua. “I black out possono durare 6-10 ore”, ha detto il vicario apostolico di Tripoli, Giovanni Innocenzo Martinelli: “Imploro tutti di pregare per la Libia, perché solo la preghiera ci può dare la forza di superare questi momenti”. (Claudio Accogli/Ansa)

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(ANSA) - TEGUCIGALPA, 17 DIC - Hilda Hernandez, sorella del presidente dell'Honduras Juan Orlando Hernandez, è morta, con altre cinque persone, in un incidente di elicottero, schiantatosi su una montagna vicino alla capitale Tegucigalpa. La donna, 51 anni, era addetta alle comunicazioni per il fratello, ed era stata ministro dello sviluppo sociale durante la precedente amministrazione dell'allora presidente Porfirio Lobo. L' elicottero militare trasportava Hernandez, quattro membri della sua scorta e un pilota. Era decollato dall'aeroporto internazionale di Tegucigalpa alla volta della sua residenza a Comayagua, 60 chilometri dalla capitale. Poco dopo, l'aeronautica ha dato il velivolo per disperso. I resti dell'elicottero sono stati poi trovati sulle montagne vicine a Tegucigalpa, senza sopravvissuti. Hernandez è coinvolto in una disputa sulle elezioni presidenziali in cui ha conquistato il 43% dei voti contro il 41,4% del candidato di opposizione Salvador Nasralla. Il vincitore non è stato ancora proclamato ufficialmente.

08:43Russiagate: Mueller accede a migliaia email transition team

(ANSA) - WASHINGTON, 17 DIC - Il team del procuratore speciale per il Russiagate Robert Mueller ho ottenuto l'accesso a migliaia di email private mandate e ricevute da collaboratori di Donald Trump prima che si insediasse alla Casa Bianca. Materiale, riferisce l'Ap, di cui gli investigatori sono venuti in possesso non chiedendo direttamente al transition team del tycoon ma attraverso la General services administration, che spesso archivia i documenti della transizione presidenziale nei suoi computer. Una mossa che potrebbe sollevare obiezioni legali. Un avvocato del transition team ha gia' inviato una lettera al Congresso per segnalare che all'indagine di Mueller sono state fornite "rivelazioni non autorizzate" da parte di questa agenzia federale. Il materiale comprende comunicazioni di una decina di dirigenti all'epoca della transizione, tra cui Michael Flynn, che ha raggiunto un accordo con gli inquirenti per aver mentito all'Fbi.

04:33Savoia: salma Vittorio Emanuele III in arrivo dall’ Egitto

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