Fungo killer attacca basilico, pesto a rischio

GENOVA. – C’è un fungo killer che attacca il basilico, resiste ai fitofarmaci finora usati e distrugge le piantine: un terzo della produzione in Liguria è andata persa, dice la Cia (Confederazione italiana degli agricoltori). E la produzione di pesto è a rischio. Il killer è la peronospora, viene dall’Africa e secondo gli esperti il suo proliferare è stato aiutato anche dalle condizioni meteo di questa estate. L’allarme dei basilicoltori è stato raccolto dalla Regione Liguria che, assieme ad altre regioni, è pronta a sostenere la richiesta al ministero della Salute per l’utilizzo di nuovi fitofarmaci in grado di salvaguardare le coltivazioni. “E’ un problema serio – dice l’assessore ligure all’Agricoltura Giovanni Barbagallo – serve una nuova gamma di fitofarmaci per debellare questo fungo che da quasi 10 anni è entrato nelle piantagioni e ora tende ad essere resistente ai pochi fitofarmaci approvati”. In attesa di nuove ‘medicine’, un suggerimento per debellare il killer viene da Giovanni Minuto, direttore del Centro sperimentale agricolo di Albenga, che per primo ha lanciato l’allarme, denunciando che lo scorso anno il 50% della produzione italiana è stato perduto. “Gli agricoltori devono ridurre l’irrigazione per eliminare l’umidità che favorisce lo sviluppo del parassita”. L’esperienza aiuta. “Gli agricoltori – spiega l’assessore Barbagallo – hanno imparato a governare questa malattia, il lavoro fatto negli anni scorsi si è dimostrato un buon argine, ma serve un intervento tempestivo: il rischio è quello di compromettere il raccolto di quest’anno e di mettere a rischio la sopravvivenza di numerose aziende e di posti di lavoro”. Secondo il presidente della Cia della Liguria, Ivano Moscamora, “gli studiosi hanno notato che la propagazione del fungo avviene attraverso la sua forte persistenza all’interno del seme e questo è un fenomeno abbastanza nuovo per questo tipo di malattia e non facilmente trattabile”. La Regione Liguria sta studiano anche azioni non solo curative, ma preventive attraverso uno studio condotto insieme al Centro regionale di sperimentazione agraria di Albenga sulla concia del seme. Sono 100 i coltivatori di basilico in Liguria che producono un valore commerciale di 6 milioni di euro all’anno che salgono a 15 con l’indotto.

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