Festival di Venezia: film ed eventi, le 10 cose per cui andare

VENEZIA. – La Mostra internazionale d’arte cinematografica è il festival di cinema più antico del mondo e anno dopo anno tiene alto il suo prestigio, fedele alla sua missione di ricerca e alle sue proposte di qualità. Domani comincia la 71/ma edizione, dal 27 agosto fino al 6 settembre. Ecco, tra tante, le 10 cose per cui Venezia 71 vale, per chi scrive, il viaggio. – Birdman del messicano Alejandro Gonzalez Innaritu. Lo scorso anno fu Gravity e poi fece incetta di Oscar. Quest’anno apre (in concorso) Birdman con Michael Keaton e Edward Norton in duetto da prim’attori. Ma non è questo: il film è girato come un lunghissimo piano sequenza di 85 minuti. Il direttore Barbera promette di anticipare ancora la statuetta dell’Academy. – La nuova sala Darsena. Dopo anni di blabla, mentre il buco ‘all’amianto’ dell’abortito nuovo Palazzo del cinema è ancora lì osceno a disturbare quello che è ormai, durante la Mostra, un bellissimo luogo pieno di bianco (dei marmi razionalisti e dei più moderni divani degli spazi cafè), finalmente qualcosa accade: la sala Darsena tutta nuova, tutta bella fa ora mostra di sé tra il Casinò e il Palazzo del cinema. Si inaugura stasera con la preapertura di Maciste alpino. Sarà ancora il fantastico regno delle emozioni libere, dei buu e degli applausi? – Douglas Kirkland A life in pictures: 88 ritratti di star firmati da uno dei più grandi fotografi, scatti che hanno cambiato per sempre le loro immagini, da Marilyn Monroe a Liz Taylor. Per l’inaugurazione il 29 a Campo San Salvatore della mostra-evento Vanity Fair – Istituto Luce Cinecittà, da Los Angeles arriverà proprio lui, 80 anni in questi giorni. – The Cut di Fatih Akin: il regista tedesco di origine turca, tra gli europei più affermati (La sposa turca, Al confine del paradiso, Crossing the bridge) torna dopo 5 anni da Soul Kitchen, con un film conclusivo della trilogia su Amore, morte e diavolo. E’ il racconto epico di un genocidio, quello curdo. Una epopea sugli esodi, le guerre, il valore della speranza e il potere dell’amore. Di grandissima attualità. – Il giovane favoloso di Mario Martone. Il film vale come ‘credito’ scolastico: la biografia del grande poeta ricostruita nell’essenza dal colto regista senza tralasciare niente d’importante. Le poesie (le immortali a memoria ci sono tutte dall’Infinito alla Ginestra), gli incontri (Antonio Ranieri, Michele Riondino, su tutti), il tour in Italia e soprattutto la sua personalità. Per settembre un bel ripasso prima di tornare sui banchi e dopo proiezioni obbligate in tutte le scuole. – A life in a day montato da Gabriele Salvatores e Io sto con la sposa di Antonio Augugliaro, Khaled Soliman Al Nassiry e Gabriele Del Grande: il cinema ‘dal basso’, ‘democratico’, fatto e/o finanziato dagli spettatori con il crowdfunding arriva sul nobile palco della Mostra del cinema di Venezia. Chapeau a Barbera. – Fundamentals: andare a Venezia significa anche riuscire a visitare la Biennale architettura. Il ticket è in tandem e con agevolazioni, Giardini e Arsenale con le ideazioni degli architetti da tutto il mondo sono un passaggio fecondo per guardare altrove. – Im Keller (In the basement) di Ulrich Seidl: il fetish al cubo del regista con il gusto dell’orrido promette nuove avventure in cantina. Cosa fanno gli austriaci nei sotterranei? La platea si divide in anticipo, tra chi vuole sapere e chi no. – Good Kill di Andrew Niccol. Se ne parla da un mese, come una delle opere più attese. E’ il film con Ethan Hawke nel ruolo di pilota di droni, capace di uccidere centinaia di persone controllando a distanza il velivolo in missione di guerra. L’interrogativo se così facendo nascano più terroristi di quanti ne stia uccidendo è una domanda dritta alle nostre coscienze. Oggi. – La trattativa di Sabina Guzzanti. Barbera l’ha scelto, ma da quel giorno non dorme più. E’ il premier Renzi il ‘figlio’ ultimo dell’intreccio diabolico tra lo stato e la mafia, dove al posto dello stemma della Repubblica italiana c’è l’uomo in coppola e lupara? Film esplosivo, maneggiare con cura. E’ il 3 settembre, fino al 2 si va a zonzo. (dell’inviata Alessandra Magliaro/ANSA)

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