Truppe russe in Ucraina. “Mosca ci invade, Ue ci aiuti”

Pubblicato il 28 agosto 2014 da redazione

MOSCA. – Rischia di degenerare in un conflitto militare diretto tra Kiev e Mosca la guerra civile nell’est dell’Ucraina, con una provocatoria sfida del Cremlino a tutto l’Occidente. Kiev, spalleggiata dagli Usa, ha denunciato una vera e propria “invasione” di truppe russe chiedendo un “consistente aiuto tecnico-militare” alla Ue dopo aver invocato il soccorso della Nato. Il presidente ucraino Petro Poroshenko si è visto costretto a cancellare una visita in Turchia e a convocare d’urgenza il consiglio per la sicurezza e la difesa di fronte ad un “deterioramento rapido della situazione” dovuto all’ “ingresso di truppe russe”. Il capo dello Stato ha chiesto anche un Consiglio europeo, mentre il premier Arseni Iatseniuk ha sollecitato una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu e sanzioni più efficaci contro Mosca, come il blocco delle transazioni bancarie. Kiev ha incassato subito la solidarietà di varie cancellerie europee, a partire dal premier italiano Matteo Renzi, che in una conversazione telefonica con il presidente russo Vladimir Putin ha espresso, in qualità di presidente di turno della Ue, grande preoccupazione per “l’intollerabile escalation” in Ucraina, sollecitando il ritorno al tavolo delle trattative. Gli ha fatto eco il presidente francese François Hollande, mentre il premier britannico David Cameron ha ventilato “nuove conseguenze” per Mosca. La cancelliera tedesca Angela Merkel è stata più esplicita, evocando eventuali nuove sanzioni. Le “violazioni russe in Ucraina” sono state discusse anche dall’Osce, dove tuttavia l’ambasciatore di Mosca, Andrei Kelin, ha confermato la linea del Cremlino negando la presenza di soldati russi, come ha ribadito anche il ministero della Difesa di Mosca. Ma a rincarare le accuse ci hanno pensato Usa e Nato, mentre la Borsa di Mosca accusava il colpo con ingenti perdite. “Un crescente numero di soldati russi interviene direttamente nei combattimenti sul terreno ucraino”, ha twittato l’ambasciatore degli Stati Uniti a Kiev, Geoffrey Pyatt, aggiungendo che “la Russia ha inviato nell’est del Paese i suoi più moderni sistemi di difesa aerea, compresi gli SA-22”. Secondo un responsabile dell’Alleanza atlantica, si tratta di oltre mille militari russi, in particolare nella zona di Novoazovsk. La Nato ha diffuso anche nuove foto satellitari che mostrano forze armate russe impegnate in operazioni militari all’interno del territorio ucraino. Le immagini, scattate qualche giorno fa, fanno vedere lo sconfinamento di un convoglio di unità d’artiglieria pesante all’interno della campagna ucraina, nell’area di Krasnodon. Per l’ambasciatore ucraino presso la Ue, Konstiantyn Elisseiev, si tratta ormai di una “invasione russa non più dissimulata”. Del resto anche il premier dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk, Aleksandr Zakharenko, ha fatto delle mezze ammissioni, confidando alla tv Rossia 24 che tra i circa 3-4 mila volontari russi vi sono militari in pensione e “soldati in servizio che vengono a combattere per la nostra libertà invece di andare al mare in vacanza”. Linea che cerca di sposare quella del Cremlino, secondo cui al massimo ci sono volontari, non truppe ufficiali. Anche perché lo scorso giugno il Senato ha revocato l’autorizzazione ad un intervento militare, su richiesta dello stesso Putin. Ma la versione comincia a mostrare le prime crepe anche in patria, dove i famigliari esigono informazioni su figli e mariti scomparsi dopo essere partiti per non meglio precisate esercitazioni e i media rivelano i misteriosi funerali di alcuni parà a Pskov. Funerali sui quali anche il Cremlino è stato costretto ad avviare accertamenti, invitando per ora alla prudenza. La tensione è però alle stelle, mentre Kiev annuncia di voler reintrodurre la leva militare obbligatoria appena abolita. E secondo Dmitri Trenin, considerato uno dei più autorevoli politologi russi, “l’escalation della guerra in Ucraina in un conflitto aperto è ora probabile per la prima volta, dopo il fallimento della proposta tedesca di un cessate il fuoco”. Sul terreno ci sono intato da registrare gli 11 civili uccisi e i 22 feriti nelle ultime 24 ore nei bombardamenti a Donetsk, assediata da settimane dalle forze ucraine, e la conquista da parte delle truppe russe di Novoazovsk, cittadina strategica sul mare di Azov, dove si è aperto un terzo fronte di guerra. Poroshenko intanto si vede incalzato a Kiev dalle proteste di centinaia di nazionalisti che chiedono di mandare rinforzi e le dimissioni del ministro della Difesa, Valeri Heletei. (Claudio Salvalaggio/Ansa)

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