Entro l’anno si eleggono i nuovi Comites

Pubblicato il 30 agosto 2014 da redazione

ROMA. – Le elezioni dei COMITES (Comitati degli Italiani all’Estero) si avvicinano. Entro la fine di ottobre chi desidera partecipare al voto dovrà registrarsi compilando un apposito modulo. Ciascuna circoscrizione consolare indicherà i recapiti per la restituzione che potrà avvenire per posta ordinaria, per posta elettronica, via fax o di persona. Il modulo, compilato e sottoscritto, con una copia di un documento di identità allegata, deve arrivare al Consolato di riferimento entro i 50 giorni antecedenti la data delle elezioni.

Se il decreto-legge 1 agosto 2014 n. 109, che all’art. 10 introduce le novità in tema di registrazione per il voto, non subirà modifiche in fase di conversione e sarà approvato in tempi brevi, è legittimo pensare che le elezioni per il rinnovo dei Comitati si svolgeranno attorno al 12 dicembre e che quindi la data ultima per la registrazione sarà il 23 ottobre. In questo caso, la prima seduta dei nuovi Comitati per l’elezione del Presidente dovrà svolgersi prima del 1 gennaio 2015.

Ipotesi plausibili. Tuttavia, da oggi a quella data, il lavoro sarà molto. Soprattutto per le nostre comunità che dovranno subito misurarsi con la registrazione nell’elenco degli elettori e con la predisposizione delle liste. Un impegno non minore lo avranno anche i Consolati, sui quali ricadrà la responsabilità delle operazioni di registrazione, di sottoscrizione delle liste, di organizzazione delle operazioni di voto e di scrutinio, fino alla proclamazione.

La scelta politica fondamentale rimane quella legata alla natura delle liste: se preferire liste legate alla tradizione italiana, centro-sinistra/centro-destra o liste di partito, oppure optare per la scelta civica e comunitaria, che lega di più le persone e unisce le esperienze dell’emigrazione.

Le scelte tecniche, da cui scaturiscono anche strategie politiche, invece, sono legate alla comunicazione che la Farnesina appronterà. In altre parole, la campagna elettorale si aprirà con le liste di candidati che chiederanno l’iscrizione all’elenco degli elettori, trasmettendo informazioni e moduli di iscrizione, compito prima assolto dal MAE, oppure questa fase continuerà ad essere gestita da chi ne ha la competenza istituzionale?

L’iscrizione all’elenco degli elettori è indispensabile unicamente per il voto passivo, ma sia la candidatura che la sottoscrizione di lista rimangono prerogativa degli iscritti AIRE: non solo perché l’art. 10 non modifica la Legge 23 ottobre 2003, n. 286, ma soprattutto perché nessuno saprà, fino a quando non sarà troppo tardi, se l’iscrizione all’elenco sia avvenuta! Moduli smarriti e uffici sovraccarichi di lavoro, tra le ragioni più ovvie, a cui si aggiungeranno ragioni meno ovvie.

La sottoscrizione di lista, quindi, può già iniziare. Sarà possibile evitare che i Consolati siano sovraccaricati di questo lavoro consentendo che almeno i notai, la cui firma è depositata presso i Consolati, possano autenticare la firma dei sottoscrittori e la cancelleria consolare limitarsi a riconoscere l’autenticità dell’atto? E ancora: saranno disponibili i funzionari consolari a presenze fuori sede, concordate con i presentatori di lista?

Poi il passaggio successivo: cooptazione dei componenti oriundi ed elezione CGIE. Per questa fase la Farnesina si è già attrezzata. Registrazione all’albo consolare solo per le associazioni che possono contare almeno 25 soci, iscritti all’AIRE.

A questo proposito, resta un piccolo problema: per la verifica dell’iscrizione all’AIRE occorre avere nome e cognome, data e luogo di nascita ed indirizzo completo del socio. In Paesi dove la riservatezza non è uno stato d’animo ma un obbligo di legge, come in Australia, il solo fornire nome e cognome di un iscritto ad una qualsiasi libera associazione, senza una richiesta che abbia una base giuridica e legale, significa commettere più di un reato. Ora comprendo che se ci si vuole iscrivere ad un albo consolare si debbano rispettare le circolari della Farnesina. Tuttavia, una richiesta del Ministero degli Affari esteri che mette Presidenti e Comitati di associazioni nella condizione di non rispettare una legislazione locale in materia di privacy, è l’espressione della stessa logica che ci ha portato a dover svolgere queste elezioni dopo cinque anni dalla scadenza naturale, in gravi difficoltà organizzative, visti i tempi. Il Ministero degli Esteri a livello politico pare dedito all’ascolto, ma a livello amministrativo continua a complicare la vita delle persone e a frapporre ostacoli.

Spero non ci si debba pentire di aver imboccato la strada del rinnovo e non quella della riforma, forse più complessa e sicuramente più lunga, che ci avrebbe consentito di rivedere radicalmente il sistema della rappresentanza dopo la riforma costituzionale. La risposta è già nell’aria. (Marco Fedi/Deputato PD eletto in Australia)

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