Francia: trema l’Eliseo, colpo di grazia per Hollande

PARIGI  – E’ il ”colpo di grazia” di un quinquennio ”tragico”: raramente, nella storia della Francia, si è visto un presidente messo così a dura prova. Tra fallimenti politici, gaffe, economia a rotoli e, adesso la vendetta della compagna tradita, Valérie Trierweiler, Francois Hollande, il presidente più impopolare della Quinta Repubblica, viene ormai descritto da alcuni commentatori francesi come un toro abbattuto.

L’ultimo libro della Trierweiler, testimoniano i ben informati, è un testo da ”brividi”, che fa ”tremare” l’Eliseo, con effetti ”devastanti” per il presidente. Altro che i tempi della segreteria socialista, quando Hollande doveva trovare il compromesso tra gli ‘elefanti’ del Ps, cosí restii a mettersi d’accordo, con lui al centro, equilibrista sul filo, a cui toccava il lavoro più duro. Oggi quel periodo dovrà sembrargli una passeggiata di salute.

In questi ultimi dieci giorni, – mentre in Francia si celebra il grande rito nazionale della ‘rentrée’, il modo che hanno i francesi di definire l’inizio delle scuole e del lavoro – Hollande ne ha viste di cotte e di crude. A partire dal laceramento della gauche, con i ministri più a sinistra che hanno tuonato contro la politica economica del premier, Manuel Valls, scatenando la crisi di governo e il rapido rimpasto che ne è seguito, con i ministri più turbolenti mandati a casa. Primo tra tutti, Arnaud Montebourg, l’indignado della gauche, noto per i suoi comizi contro le politiche Ue e per i suoi discorsi un po’ vetusti sul patriottismo economico, sostituito al ministero dell’Economia dal più moderato Emmanuel Macron.

Ma questa è stata anche la settimana in cui Michel Sapin, il fedelissimo ministro delle Finanze di Hollande, nonché suo amico ed ex-compagno di studi, ha dovuto riconoscere che la Francia non riuscirà a mantenere gli obiettivi di tagli alla spesa, come previsto, per il 2015. Motivo, ha spiegato, il basso livello di inflazione. ‘

– Non possiamo avere gli stessi obiettivi con un’inflazione che diventa debole.

Conseguenza: il congelamento di alcune prestazioni sociali, tra pensioni e sussidi alle famiglie, produrranno meno risparmi del previsto. E’ dunque ormai evidente che nonostante i ripetuti richiami di Bruxelles, Parigi non riuscirà a riportare il rapporto il deficit al 3% del Pil entro i termini stabiliti.

– Vista la situazione, aggiungere ulteriori tagli non mi pare opportuno – ha commentato Sapin.

Anche se secondo i più maliziosi, quella dell’inflazione è solo una scusa per giustificare il mancato adempimento di un obiettivo che la Francia non sarebbe in ogni caso riuscita a raggiungere. Oltre alle grandi questioni legate alla crisi, alla disoccupazione, e al risanamento dei conti pubblici, Hollande sconta anche, sul fronte interno, un epocale cambiamento dei costume fotografato dal quotidiano Le Monde:

”Il libro di Valérie Trierweiler, che l’Eliseo teme tanto, non rivela alcun segreto di Stato, non è né una bomba, né uno scandalo. E’ molto di più: è un atto di decesso”, la morte della ”sacralità” legata alla figura del presidente francese, uno dei grandi pilastri della Republique, che in questi ultimi anni, anche a causa delle nuove tecnologie, si è andata via via a sfilacciare, in una sorta di grande tam-tam dove ”tutto si mischia, il pubblico e il privato, l’intimo e il politico, in cui tutto è ormai inestricabile”. Una diagnosi, quella di Le Monde, che alle orecchie di un italiano può suonare familiare.