Scuola: allarme abbandono, 63% tra 16-18 anni a rischio

Pubblicato il 03 settembre 2014 da redazione

ROMA  – Il 63,1% dei ragazzi di età compresa fra i 16 e i 18 anni in Italia è a rischio abbandono scolastico. La percentuale rimane alta anche nella fascia d’età fra i 14 e i 16 anni, dove i ragazzi che rischiano di abbandonare i banchi di scuola sono il 49,8%, mentre per gli under 14 si scende al 17,8%.

L’allarme sul fenomeno dell’abbandono scolastico giunge dalla Fondazione Exodus nel giorno in cui il Governo presenta le linee guida per la scuola italiana. L’associazione fondata da don Antonio Mazzi, e che da oltre 25 anni combatte il fenomeno della dispersione scolastica, ha svolto una indagine sull’abbandono e sul disagio sociale che ne è la causa. Disagio che nel 65% dei casi sfocia nella litigiosità e nel conflitto, nel 57% in condotte avventate, nel 55% nell’abitudine a mentire, nel 40% nella violazione della legge, nel 30% nell’uso di stupefacenti.

Il malessere vissuto dai ragazzi viene manifestato soprattutto nel rapporto distorto col cibo per affrontare il senso di inadeguatezza, o come reazione a condizioni di stress particolare. I giovani tendono ad avere eccessi nell’uso di caffè o di prodotti energizzanti, nell’uso di anabolizzanti e di farmaci senza prescrizione medica. Sono inoltre molto prematuri nei primi approcci al fumo e all’alcol, nell’utilizzo di smart drug (le cosiddette droghe furbe di origine vegetale), nelle trasgressioni stradali nella guida di motocicli, e anche nel sesso precoce e non protetto.

– Il Governo italiano – ha detto don Mazzi, presidente di Exodus, in occasione del tradizionale meeting “Mille Giovani Per La Pace”, giunto quest’anno alla ventesima edizione e che si svolge a Cassino (Frosinone) fino al 7 settembre – ha presentato le linee guida della scuola. In tale contesto noi riteniamo assolutamente necessaria una riforma radicale del sistema scuola, vista la situazione che la Fondazione Exodus tocca ogni giorno con mano. I nostri volontari sono impegnati da tanti anni nell’aiuto ai giovani in condizioni di maggiore disagio e alle loro famiglie, ma spesso il nostro impegno, seppur molto importante, non basta se non è coadiuvato da un sistema scolastico che funziona bene.

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