Il “Salotto di Cernobbio” è ora dei rivoluzionari, mentre Renzi è “di lotta”

ROMA. – Gianroberto Casaleggio schiva i fotografi e si infila in una stanza off limits alla stampa per partecipare ad un incontro insieme all’ex responsabile della Bce Jean Claude Trichet; Alexis Tsipras passeggia nel prato verde di Villa d’Este ed illustra la necessità di rifondare la sinistra in Europa. Al Forum Ambrosetti a Cernobbio arriva l’ora dei “rivoluzionari”: il leader del M5S e il giovane politico greco che ha guidato la coalizione delle estreme sinistre alle ultime europee sono i protagonisti della giornata di incontri economici a Cernobbio. Protagonisti, forse, anche perché Matteo Renzi in quel “salotto buono” dell’economia non ha voluto metterci piede. Eppure, il premier non era poi così lontano: circa 100 chilometri, poco più di un’ora in automobile. E’ questa la distanza che separa “l’operaia” Gussago, nella produttiva provincia di Brescia, dalla elegante Cernobbio che ospita alcune delle ville più belle del lago di Como. Ma la distanza “politica” è anche maggiore: quella tra un incontro pubblico in uno stabilimento che produce rubinetti ed un simposio a porte chiuse al quale prende parte il gotha politico e finanziario del Paese. La rivoluzione vera è questa: Renzi in fabbrica; i leader anti-sistema nell’hotel a cinque stelle. Il presidente del Consiglio ci tiene a sottolinearlo: “Sono a Brescia perché se l’Italia è quello che è, è perché gli uomini e le donne delle piccole e medie imprese che spesso sono diventate grandi si sono spaccati la schiena”. Parole che gli valgono non poche critiche nell’hotel sul lago. E’ una polemica tutta italiana che, forse, l’inconsapevole Tsipras non può capire in toto. Lui, a Cernobbio è stato invitato. Comprende perfettamente che l’ambiente non è quello ‘barricadero’ contro l’austerity. Ringrazia per l’ospitalità e coglie la palla al balzo per spiegare che è venuto per “dire la verità a questa gente”. “Il fatto che mi abbiano invitato è una buona evoluzione – spiega – Forse, iniziano a capire che c’è qualcosa di sbagliato”. A Renzi si rivolge così: “Credo che anche una buona parte della base del Pd, che vota per Renzi, sia sulle posizioni della sinistra – sottolinea – Non sono d’accordo con le scelte di Renzi ma sono molto importanti perché spingeranno Renzi in una direzione più radicale e più di sinistra. Questa è una necessità, non per la sinistra italiana, ma per l’Italia e per l’Europa in generale”. No comment per Gianroberto Casaleggio. Il cofondatore del M5S con Beppe Grillo interviene ad un panel a porte chiuse su internet ed innovazione. Il leader anti-sistema entra nelle stanze del ‘sistema’. Si fa accompagnare dal figlio Davide ma è quel poco che si può vedere perché per il resto non rilascia dichiarazioni né risponde alle domande. (di Teodoro Fulgione/ANSA)

Condividi: