Conte, inno alla gioia azzurra: “Questa la strada giusta”

OSLO. – “La mia credibilità” me la guadagno giorno per giorno, le vittorie del passato non contano per un allenatore: basta un giorno per perdere un po’ di stima da parte dei calciatori e del pubblico”. La nuova vita di Antonio Conte, da neanche un mese ct dell’Italia, comincia per davvero domani, in uno stadiolo di Oslo dove parte la strada che porta all’Europeo del 2016. Dopo la gradevole happy hour dell’amichevole contro l’Olanda, si fa sul serio contro la Norvegia. Al di la dei valori tecnici (gli scandinavi, chiusasi l’epopea vissuta con Drillo Olsen in panchina, sono precipitati al cinquantatreesimo posto della classifica Fifa), quella di domani, e’ per la neonata nazionale di Conte un ostacolo sicuramente piu’ difficile da interpretare rispetto a quello superato brillantemente a Bari con gli Orange. Il risultato conta, eccome: e anche le premesse psicologiche sono completamente diverse, alla vigilia della gara con l’Olanda la striscia in amichevole era negativa, e qualsiasi risultato positivo fosse arrivato sarebbe quindi stato salutato con sollievo. Nelle gare di qualificazione europea invece, l’Italia e’ imbattuta da 20 incontri di fila, per un bilancio di 17 successi e 3 pareggi. L’ultimo k.o. risale al 6 settembre 2006, 1-3 a Parigi, contro la Francia. Tutto questo, spiega il ct “procura tante emozioni. C’e’ anche gioia, voglia di fare bene i ragazzi hanno lavorato bene quindi mi aspetto una buona prestazione. Mi auguro vediate una squadra con entusiasmo e voglia di vincere, a prescindere da chi giochera’”. E’ un inno alla gioia, dunque, quello che intona Conte. Ne’ bastano a spegnerlo gli echi delle polemiche dei giorni scorsi. “Io ho spalle larghe, – spiega – non le considero nemmeno tali. Il presidente Lotito, in qualita’ di consigliere ha tutti i diritti di essere qui con noi, finche non entra nelle cose calcistiche mi sta benissimo. Il cosiddetto caso Chellini ci servira’ d’esperienza per gestire meglio in futuro situazioni simili. Ribadisco che io sono qui per unire e non dividere, l’unione fa la forza. Certo, ci sono stati fraintendimenti, ma era infortunato e non avrebbe comunque giocato”. “Da dopo Bari – racconta – ho cominciato a pensare ala Norvegia.Sono sereno, siamo sulla strada giusta a di la’ del risultato che verra’. Ho trovato molta apertura a livello calcistico da parte di tutti quanti, ma in nove giorni devi fare il lavoro per il quale di solito hai un mese”. Torna sull’ eccessiva presenza di giocatori stranieri nelle squadre italiane: “Occorre cominciare a pensare qualcosa di serio e fattibile, mi aspetto che quanto prima si metta in moto un ingranaggio. Ma e’ importante che arrivino i fatti, sarebbe di grande aiuto per me e le nazional giovanili”. Poi analizza l’ostacolo Norvegia “squadra sicuramente ostica, prima giocava con due attaccanti vicini, ora pare intendano infoltire il centrocampo: sono molto attenti alla fase difensiva. E comunque potevano vincere a Wembey con l’Inghilterra”. Essendo stato ribadito persino con una lectio magistralis ai giornalisti nel giorno di inizio raduno, il modulo non e’ certo in discussione. Ne’ ci sono grossi dubbi su chi sara’ chiamato a interpretare il 3-5-2 di prammatica del ct. Davanti a Buffon il reparto difensivo sara’ quello dell’amichevole con l’Olanda, ovvero Ranocchia-Bonucci-Astori. A centrocampo De Rossi a dettare tempi e profondita’ con i suoi lanci, Giaccherini e probabilmente Florenzi (al posto dello squalificato Marchisio) deputati a fare gli incursori, Darmian a destra e De Sciglio a sinistra a fare da stantuffi sulle fasce laterali. In avanti, confermatissima la coppia Immobile-Zaza. Mancano centimetri e kg, rispetto agli avversari che in casa vantano uno score migliore nei confronti diretti (due vittorie per i norvegesi, altrettanti pareggi e un solo successo azzurro ai tempi di Meazza e Piola, mentre in totale lo score italiano e’ nettamente migliore con 8 successi, 4 pareggi e tre sconfitte). Ma fortunatamente il calcio al di la’ dell’evoluzione tattico atletica rimane un gioco in cui la destrezza mantiene un significato decoroso, e sara’ anzi interessante vedere se i due attaccanti azzurri, ad esempio, riusciranno a ripetere l’eccellente prestazione di giovedì scorso a Bari. Conte pare avere discrete certezze, sarà per questo che regala molti piu’ sorrisi che non ai tempi della sua trilogia juventina. “Voglio dai giocatori – chiude il suo inno alla gioia azzurra – lo stesso entusiasmo che ho io: questo mi confermerebbe, al di la del risultato contro la Norvegia, che abbiamo imboccato la strada giusta”. (di Piercarlo Presutti/ANSA)

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