Ferrari rischia zero tituli, Mattiacci suona la riscossa

ROMA. – Nella stagione forse più nera della storia recente della Ferrari, il ribaltone ai vertici della società non coinvolgerà, per ora, la scuderia, peraltro una delle cause dichiarate della rottura tra Sergio Marchionne e Luca di Montezemolo che ha portato alle dimissioni del presidente. “Per la gestione sportiva – ha chiarito Marchionne – c’è Mattiacci. Non mettiamo in dubbio i ruoli”. Una presa di posizione netta che mette al riparo da immediate tempeste il team principal arrivato ad aprile per sostituire il dimissionario Stefano Domenicali. A Maranello, i due hanno parlato del lavoro che si sta svolgendo per rialzare le sorti della scuderia. A meno di miracoli, questa stagione si chiuderà senza vittorie per la Rossa e Marchionne ne è consapevole, ma non sarà questo a mettere in difficoltà il team manager, il quale per ora ha carta bianca nel portare avanti il suo progetto di ricostruzione per il ritorno ai vertici. Il problema sono, forse, i tempi, dato che la strategia triennale studiata da Mattiacci probabilmente non collima con le aspirazioni di Marchionne, e sicuramente con quelle dei tifosi. Ora “c’e’ un problema di motore. C’e’ un lavoro in corso, e’ un cantiere aperto”, ha spiegato Marchionne, assolvendo Fernando Alonso e Kimi Raikkonen per gli scarsi risultati. “Non siamo riusciti a dare loro i mezzi per vincere. Il tema vero è avere una macchina competitiva”. Il comparto tecnico, che ha in James Allison il referente del progetto 2015, dovrà sarà implementato con l’arrivo di nuovi cervelli, con una caccia peraltro non facile sul terreno di altri team, per costruire una monoposto più veloce della deludente F14T. Quanto ai piloti, presto si porrà il problema di trovare un sostituto a Raikkonen, che lascerà alla fine del 2015, Il vero nodo però è il futuro di Alonso, legato a Maranello fino al 2016, ma che varie sirene stanno tentando. Non basteranno i soldi, anche se quelli non mancano, per convincerlo a restare.