Obama, la guerra all’Isis e il conto della storia

Pubblicato il 17 settembre 2014 da redazione

ROMA. – Come in un gioco dell’oca senza fine, la comunità internazionale – o quel che rimane di essa – torna a fare i conti con i propri errori e con le valutazioni strategiche che, ancora una volta, si stanno rivelando tragicamente miopi, in quell’angolo di mondo tra il Mediterraneo e l’Afghanistan. Proprio come a Kabul e dintorni, quando i mujaheddin da alleati fidati divennero la colonna portante della rivolta talebana. Come nell’Iraq post-Saddam abbandonato alla vendetta degli sciiti. Come nelle primavere arabe trasformatesi in malinconici inverni senza guida. Così adesso nella lotta all’Isis la strategia appare tardiva e timida. Poco definita e, di nuovo, troppo incentrata sulle capacità militari degli Stati Uniti, l’unica super potenza rimasta a livello globale, anche se con obiettivi e orizzonti molto ridimensionati. Barack Obama, il presidente Usa soprannominato dai falchi della destra il “guerriero riluttante” e accusato di non avere una strategia, appare paradossalmente l’unico leader ad avere qualche idea sul sentiero da percorrere. E’ vero che un anno fa, in Siria, stava per bombardare dall’altro lato del campo, cioè sugli uomini di Bashar Assad, facendo quindi un favore a quelli che adesso, invece, sta bombardando davvero. Ed è anche vero che fu proprio Obama a parlare di un Iraq finalmente liberato e pronto a camminare con le proprie gambe. Si tratta di evidenti errori di valutazione politica e militare. Ma è anche vero che l’inquilino della Casa Bianca è forse il solo tra i leader mondiali ad aver avuto il coraggio di fare marcia indietro ed impostare un qualche tipo di reazione di fronte alla creazione di un mattatoio a cielo aperto tra l’Iraq e la Siria da parte dell’Isis. Certo, c’è da chiedersi quale tipo di strategia concordata sarà in grado di mettere in piedi la strana coalizione nata dal vertice di Parigi. Forse basterebbe che i membri della nuova alleanza contro il califfato di Al Baghdadi provassero con sincerità e trasparenza a rispondere a qualche domanda per trovare il bandolo della matassa. Dove hanno trovato le armi moderne e sofisticate che usano con grande preparazione i circa 30mila guerriglieri dell’Isis? Chi li addestra e li guida? Chi li finanzia? Come possono aver circa 2 miliardi di dollari cash? Chi compra il petrolio che pompano dai pozzi conquistati nel nord dell’Iraq? E’ chiaro che la proxy war, la guerra per procura combattuta in Siria tra sunniti e sciiti, ma anche all’interno delle due stesse grandi anime dell’islam, è sfuggita di mano a qualcuno. Per esempio a chi ha finanziato fino a ieri i vari gruppi contrapposti sul terreno di battaglia. Gli interessi contrapposti, il risiko in continuo movimento e il cambiamento delle alleanze nel grande gioco mediorientale e la lentezza insostenibile dei tempi di reazione del mondo hanno permesso che la guerra in Siria mutasse pelle, che l’opposizione laica ad Assad scomparisse e fosse quasi del tutto assorbita dagli uomini di Al Nusra, l’emanazione di Al Qaida in questa regione, che i tagliagole dell’Isis avessero il sopravvento e che Assad fosse guardato con occhi diversi da Usa ed Europa. Così ora non c’è soltanto da combattere la guerra contro l’Isis considerando anche l’escalation possibile dopo le prime dichiarazioni dei militari Usa sull’ eventualità di mettere “boots on the ground”. C’è da combattere anche contro l’atteggiamento distaccato e lontano di Usa e Europa, fino a poche settimane fa ancora poco convinte nella loro azione e non completamente consapevoli del pericolo reale e concreto del consolidamento del califfato. Al di là di alcune decisioni generose di alcuni Paesi europei – tra i quali anche l’Italia – manca una politica comune dell’Europa e un coordinamento con gli Usa e i Paesi arabi moderati. La riunione di Parigi potrebbe essere un inizio se ci sarà continuità politica nella cooperazione e una nuova convinzione concreta nella lotta da portare avanti. L’undici settembre non arrivò per caso, anche se trovò un mondo impreparato. E il Medio Oriente non è così lontano. Come la storia recente insegna piuttosto bene. (Stefano Polli/Ansa)

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01:14Calcio: Gasperini, partita che ci deve essere d’insegnamento

(ANSA) - ROMA, 3 DIC - "Da questa partita dobbiamo prendere un insegnamento importante contro una squadra forte e che aveva voglia di riscatto. Non sono deluso. Deve essere un riferimento per noi, impariamo la lezione. Ci servirà a gennaio, quando affronteremo ancora la Juventus in Coppa Italia e per il ritorno in campionato. Nel frattempo speriamo di crescere". Gian Piero Gasperini, tecnico dell'Atalanta rivelazione in serie A, non si mostra abbattuto dopo il 3-1 incassato allo 'Juventus stadio', arrivato dopo sei successi consecutivi. "C'erano tutte le condizioni per non avere alcun tipo di impatto negativo - dice l'allenatore - indubbiamente c'era un certo divario, ma meno evidente di quello che ha mostrato il campo. Sarà compito nostro cercare di ridurlo. L'aspetto che mi dà fastidio è che contro squadre così non devi giocare individualmente ma coralmente. Siamo arrivati troppo spesso secondi sulla palla".

01:09Calcio: Allegri, siamo ripartiti dopo Genova

(ANSA) - ROMA, 3 DIC - "Siamo ripartiti dopo Genova". Massimiliano Allegri è visibilmente soddisfatto di come la sua Juventus ha reagito contro l'Atalanta alla sconfitta sul terreno del Genoa. "Lavorare una settimana intera è stato importante, puoi dare idee nuove alla squadra, curare il recupero fisico. Da un mese avevo smesso di fare l'allenatore, giocando una partita ogni tre giorni" ha spiegato l'allenatore. "Contro l'Atalanta abbiamo fatto una bella partita e non era facile perché loro ci hanno impegnato molto fisicamente - ha aggiunto - ma i ragazzi sono stati bravi. Pjanic meglio da trequartista? Il trequartista è un giocatore che deve fare il centrocampista. Pjanic l'ha fatto discretamente bene e poi è stato importante sui calci piazzati in cui abbiamo fatto due gol". Quanto a Higuain "deve rimanere sereno, lui è abituato a segnare tutte le partite, ma nella Juve è normale che segnino anche altri. Ha avuto occasioni, ha fatto una buona partita e segnerà nei prossimi match".

00:52Trovato morto in casa dopo furto nel Livornese

(ANSA) - SAN VINCENZO (LIVORNO), 3 DIC - Un uomo di 77 anni è stato trovato morto nella sua casa di San Vincenzo (Livorno) dopo aver subito un furto o una rapina. Il corpo dell'uomo non presenta ferite esterne o segni di violenza: tra le ipotesi, anche quella che il 77enne possa essere morto per un malore dovuto allo choc, anche se sarà l'autopsia a chiarire le cause del decesso. Ancora da chiarire anche la dinamica dell'accaduto nella casa dell'uomo, un ex imprenditore della zona, in una zona residenziale sulle colline di San Vincenzo nella quale sono intervenuti i carabinieri: l'abitazione è stata trovata a soqquadro e la cassaforte aperta, senza il suo contenuto. L'allarme è stato dato dalla figlia dell'anziano.(ANSA).

00:32Calcio: Rugani, sconfitta a Genova ci ha fatto crescere

(ANSA) - ROMA, 3 DIC - "Era importante far capire subito che quello di Genova è stato un tonfo che ci poteva stare, ma che ci ha fatto crescere e capire cosa avevamo sbagliato. E questo si è visto in campo, siamo entrati con il giusto approccio, siamo stati molto determinati ed il risultato è stato una conseguenza". Daniele Rugani, difensore-goleador della Juventus che ha battuto 3-1 l'Atalanta, commenta così il successo della sua squadra. "Sono contento di aver dato un buon contributo per mettere la partita nei binari giusti. A chi dedico il mio gol? A tutte le persone che mi stanno vicino, a tutti quelli che mi danno sempre una mano dentro e fuori dal campo" aggiunge.

00:13Calcio: un’ottima Juventus batte l’Atalanta 3-1

(ANSA) - ROMA, 3 DIC - Un'ottima Juventus ha vinto la sfida con l'Atalanta, squadra rivelazione della serie A, battendola 3-1. Per la formazione allenata da Gasperini non c'è stato scampo allo Juventus Stadium, contro l'11 bianconero affamato di riscatto dopo la sconfitta patita in casa del Genoa. Dopo 19 minuti il risultato era già 2-0, con le reti Alex Sandro (la prima in campionato del brasiliano, che ha poi reso omaggio ai connazionali della Chapecoense, decimati nell'incidente aereo in Colombia, con una maglietta dedicata) e Rugani. Nella ripresa Mandzukic, uno dei migliori in campo anche prima di entrare nel tabellino, ha segnato la terza rete. Freuler nel finale ha reso meno amaro il ko. I bianconeri allungano in testa alla classifica, salendo a 36 punti, +7 su Roma e Milan, la prima impegnata domani nel derby ed il secondo in casa con il Crotone. Atalanta ferma a 28.

23:45Termina a Santiago il viaggio di Fidel

(ANSA) - SANTIAGO DE CUBA, 3 DIC - Il viaggio di Fidel Castro nella sua Cuba termina a Santiago. Dopo aver percorso 900 chilometri, e aver attraversato l'isola sulle orme della 'Caravana de la Libertad' che segnò l'inizio dell'era del Comandante en Jefe, Fidel torna alla 'sua' base. Dove tutto iniziò. A Santiago de Cuba infatti il Lider Maximo ha mosso i primi passi della rivoluzione, che lo ha portato il primo gennaio 1959 a entrare trionfante a L'Avana. E Santiago è orgogliosa del suo ruolo nella storia, e si definisce 'culla della rivoluzione'. Il corteo funebre con le ceneri di Fidel entra trionfante in città e percorre 17 chilometri per le strade di Santiago, fra migliaia di persone in piazza per salutarlo e omaggiarlo. Un omaggio che si protrae l'intera giornata, con l'ultimo bagno di folla per il Comandante en Jefe nella Plaza Antonio Maceo, la Plaza de la Revolucion, alla presenza di Raul Castro. Per l'occasione diverse personalità sono giunte a Cuba.

23:40Usa: Fiamme al rave, molti stranieri alla festa

(ANSA) - NEW YORK, 3 DIC - Tra i partecipanti del rave party finito in tragedia ad Oakland, in California, anche tanti stranieri. Lo ha detto la polizia locale. Non e' ancora chiaro se vi siano cittadini non americani tra le vittime e i dispersi.

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