F1 Singapore: brilla Alonso, si riparla della terza macchina

Pubblicato il 19 settembre 2014 da redazione

ROMA. – Una bella Ferrari e il ritorno in auge dell’idea di portare a tre le monoposto per ogni team in nome dello spettacolo e della necessità di far fronte al possibile addio di qualche team a causa del perdurare della crisi economica. E’ l’immagine della prima notte della Formula 1 sotto le stelle di Singapore dove a uscire ancora con la miglior prestazione di giornata è la Mercedes di Lewis Hamilton tallonata da una ottima Rossa guidata da Fernando Alonso, capace di dominare le prime libere e di prendersi il secondo miglior tempo nella sessione serale ad un soffio dall’inglese in lotta per il Mondiale con il compagno di scuderia Nico Rosberg. Tedesco attardato e solo tredicesimo a 1″5 dalla vetta ma sceso in pista solo con gomma morbida a differenza dei migliori che hanno girato con le supersoft: alle spalle del leader del Mondiale piloti pure le Force India, le Toro Rosso e la Lotus di Grosjean, ma con un passo gara comunque simile a quello di compagno di scuderia. Al secondo miglior tempo della Ferrari di Alonso in 1’47″623 ha fatto seguito la quarta prestazione di Kimi Raikkonen nella seconda sessione di prove libere del Gran Premio di Singapore in 1’48″031. Nella seconda sessione, così come nella prima, i piloti della Ferrari hanno continuato a lavorare sull’assetto e hanno proseguito il lavoro sugli pneumatici con le prestazioni delle Pirelli Soft che sono state comparate con quelle della mescola Supersoft. Oltre che i motori a rombare sul circuito di Marina Bay anche le sorprendenti parole del patron della Formula 1 Bernie Ecclestone che ha ritirato fuori dal cilindro l’idea della terza monoposto per ogni team. “E’ un argomento che è sempre stato all’ordine del giorno – ha detto Ecclestone -: nel caso si ritirassero alcuni team, gli altri correrebbero ognuno con 3 vetture. Ma io credo che noi dovremmo varare questo provvedimento in ogni caso. Io vorrei vedere la Ferrari sempre in gara con tre monoposto, o un’altra delle grandi scuderie: ne guadagnerebbe lo spettacolo, e sarebbe anche un modo per ovviare alla crisi di alcuni team”. Ma, secondo Ecclestone, “il problema è che quasi tutte le scuderie ragionano a corto raggio, pensano solo alla prossima gara e non anche a ciò che dovrebbe succedere il prossimo anno. Comunque porteremo avanti le nostre idee”.

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