Obama all’Onu, il clima è la minaccia numero uno del secolo

Pubblicato il 23 settembre 2014 da redazione

NEW YORK. – I leader mondiali devono prendersi le loro responsabilità sul riscaldamento globale e lo devono fare adesso. Prima che le emissioni di gas serra inneschino fenomeni meteorologici estremi. E’ il messaggio emerso al vertice storico dell’Onu sui cambiamenti climatici a New York, assenti Cina e India. Da Obama, a Renzi, a Ban, a Di Caprio l’appello è chiaro: bisogna agire insieme e bisogna farlo ora “non il prossimo anno”, ha detto il presidente Usa. “Il nostro clima sta cambiando molto più velocemente dei nostri sforzi per affrontarlo. E’ la minaccia numero uno del secolo”, ha sottolineato Obama. Secondo gli scienziati, se le emissioni di gas a effetto serra, comprese le emissioni di anidride carbonica, rimangono ai livelli attuali, il pianeta si riscalderà di quattro o cinque gradi in questo secolo, innescando fenomeni meteorologici estremi, e facendo aumentare anche il livello del mare. Il presidente Usa ha ribadito che bisogna agire come una comunità globale. “L’accordo sul clima deve essere ambizioso, inclusivo e flessibile”, ha aggiunto ricordando che nessun Paese è immune dal cambiamento. “Stati Uniti e Cina hanno la responsabilità di guidare il mondo nella lotta ai cambiamenti del clima. Riusciremo solo se si uniranno a noi tutti i Paesi del mondo, Paesi ricchi e in via di sviluppo”. “La scienza ce lo dice chiaramente: non c’è tempo da perdere”, ha detto nel suo intervento il premier Matteo Renzi. “Dobbiamo ridurre le emissioni di gas serra e limitare l’incremento di temperatura”, ha proseguito. “Combattere i mutamenti climatici è anche una chiave per una nuova economia a misura d’uomo che contrasta la crisi economica. Possiamo darci obiettivi più ambiziosi. Dall’economia verde verranno milioni di nuovi green jobs che abbiamo il dovere di costruire assieme”, ha sottolineato. Il premier ha poi aggiunto che l’Italia è pronta a contribuire al fondo Onu nella lotta ai cambiamenti climatici con una dotazione specifica in grado di testimoniare il suo impegno. Parlando anche da presidente di turno dell’Ue, Renzi ha ricordato che “come Unione Europea, abbiamo accettato di partecipare a un secondo periodo di impegno giuridicamente vincolante del Protocollo di Kyoto, fino al 2020”. E ha rilevato che “l’Ue sta mantenendo il suo impegno al 2020 di riduzione di gas serra e sta addirittura per andare oltre, fissando nuovi obiettivi al 2030”. Un invito ai Paesi ad agire per combattere l’emergenza clima è stato fatto in apertura dei lavori dal segretario generale dell’Onu, Ban ki Moon, il quale ha rivolto un appello ai 120 leader mondiali (assenti Cina e India). “Chiedo a tutti i governi di impegnarsi per un accordo universale sul clima a Parigi nel 2015 e di fare la loro parte per limitare l’aumento della temperatura globale a meno di 2 gradi”, ha detto. “Non siamo qui per parlare, siamo qui per scrivere la storia”, ha aggiunto. “C’è bisogno dell’impegno di tutte le istituzioni finanziarie per portare avanti la sfida, e il settore privato non deve rimanere ai margini – ha sottolineato Ban – Dobbiamo soddisfare l’obiettivo dei 100 miliardi di dollari all’anno preso a Copenhagen, e dobbiamo tassare chi inquina”. “Per farlo dobbiamo lavorare insieme per mobilitare finanziamenti”. L’invito di Ban è stato subito accolto dalla Francia che darà un miliardo di dollari al fondo verde dell’Onu per il clima: i finanziamenti aiuteranno i Paesi più poveri o vulnerabili a ridurre le loro emissioni di gas da effetto serra. Da nuovo messaggero di pace sul clima, Leonardo Di Caprio, ha ribadito nel suo intervento che “il cambiamento climatico non è finzione, è reale. Aria pulita e un clima vivibile sono diritti umani inalienabili. Ora c’è bisogno di agire”.

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