Renzi: massima attenzione, ma niente allarmismi inutili

ROMA. – C’è la “massima attenzione” alla minaccia dell’Isis, ma “bisogna evitare gli allarmismi continui”. L’intelligence è impegnata nella difesa complessiva del ‘sistema Paese’ non solo dai rischi del terrorismo, ma anche a tutela delle infrastrutture critiche, dell’approvvigionamento energetico, dell’apparato produttivo, dalle recenti pandemie come Ebola. E si lavora naturalmente anche ad una soluzione per i sei ostaggi che sono ancora nelle mani di rapitori. Lo ha assicurato – a quanto si apprende – il premier Matteo Renzi, nel corso di un’audizione durata poco più di un’ora e mezzo al Copasir. Renzi era assistito dal sottosegretario con delega all’intelligence, Marco Minniti e dal direttore del Dis, Giampiero Massolo. Il premier ha letto la sua relazione ed ha poi risposto alle domande dei componenti del Comitato, riservandosi in qualche caso di inviare una risposta scritta. In questi giorni si susseguono i warning su Isis, i tagliatori di teste, i ‘foreign fighters’ ed il rischio di attentati in Europa. Il premier – si apprende – avrebbe sottolineato che l’attenzione è ai massimi livelli, l’intelligence lavora in silenzio ed in modo efficiente per prevenire le minacce alla sicurezza nazionale. L’invito è stato poi quello di non allarmare la gente. “Non si deve – ha spiegato il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, al termine dell’audizione – sconfinare in ossessione, si lavora per seguire situazioni critiche e delicate ascoltando ogni campanello d’allarme per prevenire gesti che abbiamo conseguenze negative”. Altro tema caldo è quello della sicurezza economica, minacciata dall’aggressione dei fondi sovrani, della finanza invasiva e dalle mire dei Paesi stranieri sul Made in Italy. In un mercato globalizzato, sarebbe stata la posizione di Renzi, non si possono fermare i capitali, ma su alcuni assetti strategici ed infrastrutture critiche occorre molta cautela: si parla, ad esempio, delle reti di telecomunicazioni ed energetiche. A proposito di quest’ultimo tema, per ora non ci sarebbero preoccupazioni per la continuità delle forniture di gas dalla Russia. Toccato anche il tema dell’immigrazione. Il presidente del Consiglio – sempre a quanto appreso – ha difeso l’operazione Mare Nostrum, che però è pesante da sostenere economicamente: è in corso un confronto con l’Europa per ottenere un maggiore sostegno. Infine, si è parlato di segreto di Stato e declassificazione di documenti. Renzi avrebbe riferito che ci sono oltre 5mila fascicoli pronti per essere versati all’archivio di Stato entro la metà del prossimo anno. Tra i documenti su cui è stato già tolto il segreto di Stato c’è anche il cosiddetto protocollo Farfalla, un accordo tra Dap e Sisde per accedere ad alcuni detenuti al 41 bis. Il premier avrebbe ribadito – come già indicato dai direttori dei servizi in audizioni precedenti – che non si sarebbe trattato di un protocollo, ma di operazioni limitate nel tempo e si è impegnato ad inviare anche al Copasir la documentazione già mandata alla commissione Antimafia. (Massimo Nesticò/Ansa)

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