Brasile: si va verso la sfida Dilma-Aecio, fuorigioco Marina

RIO DE JANEIRO. – Saranno decise al ballottaggio le elezioni presidenziali in Brasile e saranno una sfida fra il capo di Stato in carica Dilma Rousseff e il candidato di centro-destra Aecio Neves. E’ quanto indicano gli exit poll e i primi dati reali divulgati dopo la chiusura dei seggi alle 19 (le 22 in Italia: dati che mettono fuori gioco la carismatica leader ambientalista evangelica Marina Silva, fino a un paio di settimane fa considerata in rampa di lancio. In base alle prime proiezioni (i risultati finali sono attesi solo a partire dalle 2 del mattino italiane), il quadro del secondo turno appare segnato: la presidente uscente (esponente della sinistra di governo e delfina di Lula) risulta in netto vantaggio con il 44% delle preferenze, seppure piuttosto lontana dal 50% più uno; mentre il moderato Aecio Neves va meglio del previsto e supera il 30%. Marina esce invece definitivamente di scena con appena il 22%, ancor meno degli ultimissimi sondaggi che pure la davano in discesa dopo la fiammata iniziale della sua campagna. Tanto più che lo spoglio dei primi dati reali conferma e rafforza la tendenza, con Dilma oltre il 40%, Aecio ancora più forte attorno al 35% e la Silva sotto il 21. Reduce da un fulminante quanto effimero exploit che per qualche settimana l’aveva vista addirittura favorita nel duello contro Rousseff, Marina è stata raggiunta e sorpassata a sorpresa negli ultimi giorni da Neves, esponente del Partito socialdemocratico (Psdb, conservatore), storico rivale del Partito dei lavoratori (Pt) della ‘presidenta’ Dilma. Ci vorranno comunque altre tre settimane per sapere chi guiderà il gigante sudamericano, che cerca una nuova spinta per riemergere da un quadriennio di forte decelerazione economica. Nel Paese grande 27 volte l’Italia, dove il voto è obbligatorio, hanno votato oltre 142 milioni di aventi diritto. Lunghe file si sono formate sin dal mattino davanti a parecchi seggi, anche a causa di alcuni problemi registrati – in particolare a Brasilia – nel sistema di riconoscimento biometrico utilizzato per la votazione elettronica. Molti anche gli arresti per reati elettorali: il Superiore tribunale elettorale (Tse) ne ha contabilizzati un’ottantina solo tra i candidati alle elezioni generali (oltre al presidente della Repubblica andavano scelti anche i nuovi governatori, deputati nazionali, federali e un terzo dei senatori). Tra i crimini più comuni commessi quello di ”propaganda politica”, vietata durante la giornata elettorale. Lo Stato di Rio de Janeiro è risultato al primo posto per numero di infrazioni. (di Leonardo Cioni/ANSA)