Internazionale a Ferrrara: Festival di giornalismo e America Latina

ROMA.  – Giunto ormai all’ottava edizione, il festival promosso da Internazionale conferma la sua poliedricità spaziando tra i più disparati argomenti politico-sociali e culturali mondiali, conditi da una certa dose di romanticismo. Come di consueto, infatti, la manifestazione si è tenuta nella cittadina emiliana Patrimonio Unesco, cornice ideale per l’incontro tra giornalisti provenienti da oltre 30 paesi di 4 continenti e rappresentanti 45 testate giornalistiche a livello globale.

Numerosissimi i dibattiti e gli spunti di riflessione, animati dalle testimonianze di quasi 250 ospiti che hanno aperto un confronto vivace e frizzante su temi di respiro internazionale, con un occhio di riguardo anche alla situazione nostrana, come provano gli interventi del Premier Renzi e della Presidente della Camera Boldrini a ribadire l’impegno riformistico assunto dall’atuale compagine governativa.

Senza dimenticare gli appuntamenti con le rassegne cinematografiche, i workshop ed i laboratori creativi messi a disposizione del generosissimo, ma ormai non più soprendente, afflusso di pubblico.

 

Si è parlato di migrazioni e cambiamento nella concezione della mobilità, delle nuove sfide globali poste dal terrorismo in Medio Oriente e delle loro conseguenze sull’ordine mondiale, con un acuto focus sull’America Latina e l’orientamento delle sue sinistre.

Di particolare interesse è risultato il tavolo aperto “Foto di Gruppo”, che ha visto la presenza di J.L.Anderson del New Yorker, del giornalista cileno P.F.Chadwick e di H.Krauze, giornalista e politologo messicano autore di un controverso volume sul Presidente Chavez. Tenutosi nel suggestivo Teatro Comunale, l’incontro è stato l’occasione per discutere della situazione SudAmericana in chiave storico-politica e più nello specifico di paesi traino come l’Argentina ed il nostro Venezuela.

Si è rimarcato come a partire dalla metà del secolo scorso, quando erano i regimi dittatoriali a farla da padrone, il continente Latino-Americano si sia progressivamente ancorato alla tradizione democratica, consentendo il rifiorire di società assopite da quelle che Krauze definisce “dittature perfette”. Nonostante gli incidenti di percorso e gli ostacoli da superare – individuati nella ancora incompleta trasformazione in stati di diritto, nell’espansione della violenza e dei barrios, nella “maledizione del petrolio” e nel debito pubblico estero –  il cammino intrapreso è indubbiamente quello giusto. Estrema rilevanza in tale processo in fieri è stata assegnata all’imprescindibile contributo delle Sinistre, “approdo naturale della cultura socio-politica sudamericana”, tenendo tuttavia presente la potenziale deriva populista e il parziale schiacciamente delle classi medie.

Per altro verso è stato sottolineato il nuovo fervore con cui le giovani generazioni, soprattutto europee, guardano all’altra sponda dell’oceano ed il ruolo che possono giocare nel riassetto del “Nuovo Mondo”. Difatti il Sud America sta assumendo sempre più i contorni di un luogo patria di libertà e diritti, oltre che terra di opportunità, trasformandosi rapidamente in una meta per i moderni flussi migratori che tenderanno inevitabilmente a crescere nei prossimi anni.

Tale processo perciò non può essere slegato e letto indipendentemente dal contesto globale di crisi generalizzata, emblema della convergenza tra riaggiustamenti economici, politico-militari e valoriali che fanno dell’America Latina la possibile nuova mecca di questa società mondiale globalizzante. (Lorenzo Di Muro/Voce)