Timori per il Dragone, crescita a livelli del 2009

PECHINO. – Il Dragone rallenta la sua corsa alla crescita e i mercati mondiali tremano. Secondo i dati diffusi dal governo di Pechino, l’economia cinese ha fatto registrare nel terzo trimestre una crescita del 7,3% su base annua, il ritmo più basso dall’inizio del 2009, quando l’economia mondiale era nel pieno dello shock per la crisi finanziaria globale. Oggi invece le cause del declino sono tutte interne. E’ soprattutto il settore immobiliare, uno di quelli che per due decenni hanno trascinato gli indiavolati tassi di crescita del Pil, a preoccupare gli analisti, dato che nei primi nove mesi dell’anno il comparto ha fatto registrare una diminuzione del 10,8% del giro d’affari e che nei prossimi mesi potrebbe subire ulteriori colpi. L’agenzia ufficiale Nuova Cina mette l’accento sull’unico dato positivo tra quelli diffusi oggi, vale a dire la crescita dell’8% della produzione industriale in settembre, dopo il preoccupante +6,9% di agosto, il tasso più basso dalla fine del 2008. “Di tutti i dati mensili, quello della produzione industriale ha una relazione più stretta col Pil, quindi si tratta di un buon segno per la ripresa nell’ ultimo trimestre”, scrive l’agenzia citando un’analisti della Nomura Securities. Altri analisti ritengono che Pechino potrebbe rivedere al ribasso il suo obiettivo di crescita per il 2014, che è stato fissato al 7,5%. Se succederà, si tratterà della prima volta che la Cina deve fare marcia indietro sulle sue previsioni di crescita, che sono state sempre rispettate o addirittura superate dai dati di fine anno. Secondo le proiezioni della Banca Mondiale la crescita sarà del 7,4% quest’anno e del 7,2% nel 2015. Si tratta di un livello considerato dai dirigenti cinesi pericoloso per la “stabilita’ sociale”. Tassi di crescita inferiori o troppo vicini al 7% potrebbero, in altre parole, creare un discontento suscettibile di ripercussioni politiche. L’economista Ma Xiaoping, della Hong Kong&Shanghai Banking Corporation (Hsbc), ritiene che il pericolo di scendere sotto la soglia di rischio non esista:” la dinamica della crescita – ha affermato – sta per raggiungere il suo punto più basso, e nell’ immediato non c’è il pericolo di assistere a un ulteriore rallentamento”. Gli analisti ritengono che Pechino potrebbe varare nuove misure espansive dopo essere pesantemente intervenuta nei mesi scorsi iniettando liquidità nel sistema finanziario per evitare crisi delle banche e aver annullato alcune delle restrizioni che erano stati imposte al settore immobiliare.

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