Napolitano, dialettica non incrini la coesione nazionale

ROMA. – “Coesione nazionale” a tutti i livelli per battere la crisi, fronteggiare le tensioni sociali e fare le riforme. Ecco il messaggio del presidente della Repubblica in giornate caldissime dominate da una crisi senza precedenti tra il Governo, buona parte del Pd, partito di maggioranza, e la Cgil, la principale forza sindacale. Naturalmente nel messaggio al 13/mo congresso dei Radicali italiani (scritto peraltro ieri) Giorgio Napolitano vola alto e indirizza l’appello al senso di responsabilità “urbi et orbi” senza almanaccare i destinatari ma ben individuando i soggetti delle sue preoccupazioni. “Sono profondamente convinto – ha scritto il capo dello Stato – che ad ogni cittadino, ed a ciascuno degli attori, individuali e collettivi, della vita politica ed istituzionale del nostro Paese, competa, pur nella dialettica delle differenti posizioni, una assunzione di responsabilità per contribuire ad una maggiore coesione nazionale”. Dialettica sì ma senza perdere di vista l’obiettivo comune che è quello di tirare fuori al più presto il Paese dalle secche della crisi cambiandone il volto attraverso le riforme. Non è un caso quindi che proprio oggi Napolitano si sia concentrato con il premier Matteo Renzi in un colloquio al Quirinale su diversi temi delicati ancora sul tappeto. A partire dal nome del ministro degli Esteri che sostituirà Federica Mogherini alla Farnesina (ruolo assai delicato, per il Quirinale). Ma anche sul percorso rallentato della riforma della Legge elettorale, problema ben presente nelle preoccupazioni di Napolitano. Un “round up” accurato per conoscere da Renzi le prossime mosse e fors’anche gli umori di Berlusconi che Renzi ha sentito proprio ieri. Il faro del Quirinale rimane il percorso riformatore ed è sempre più chiaro il lavoro sotterraneo di stimolo e puntellamento che il presidente sta portando avanti sia nei confronti dell’esecutivo che del Parlamento. Quest’ultimo da tempo sterilmente impantanato nel tentativo di eleggere due giudici per la Consulta. Ciò nonostante il presidente rimane fiducioso che l’opera possa essere compiuta e non manca di sottolinearlo ai radicali riuniti a Chianciano. “Continuo a nutrire piena fiducia – ha infatti detto Napolitano – che sarà possibile superare le difficoltà e gli ostacoli che sembrano ancora frapporsi alla conclusione del processo di riforma costituzionale e di altri essenziali processi di cambiamento”. (di Fabrizio Finzi/ANSA)