Afghanistan: sos Onu, in forte crescita produzione oppio

KABUL. – E’ allarme rosso per la produzione di oppio in Afghanistan. Dopo i successi degli scorsi anni, la politica di contrasto registra “pericolosi passi indietro” e un aumento delle piantagioni del papavero a livelli record, soprattutto nelle province afghane del sud e dell’est, dove sono forti i talebani. Una tendenza che si riflette in un deciso incremento di produzione dello stupefacente. In una conferenza stampa oggi a Kabul, Yury Fedotov, direttore esecutivo dell’Ufficio dell’Onu per le droghe e il crimine (Unodc), ha rivelato che dalle stime disponibili per il 2014 emerge che la coltivazione di papavero per la produzione di oppio ha segnato un nuovo record in termini di estensione, con un totale di 224.000 ettari, il 7% in più rispetto al 2013. Questa progressione, ha sottolineato, segue quella molto più importante avvenuta nel 2013, quando l’incremento delle piantagioni era stato del 36% sull’anno precedente. A complemento di un quadro fin troppo fosco si aggiunge la constatazione che l’atività di distruzione o riduzione della produzione di papavero ha riguardato solo 2.700 ettari, con una flessione del 60% sul passato. Attualmente, solo 15 province afghane, su 34 complessive, sono prive di coltivazioni illecite, mentre l’89% delle piantagioni si trovano in sole nove province, e principalmente in Helmand, Kandahar, Nangarhar e Farah”. “Il lavoro che ci troviamo a dover affrontare è enorme”, ha proseguito Fedotov, ricordando come nel 2002, un anno dopo la caduta del regime dei talebani, “solo 74.000 ettari erano dedicati alle piantagioni di papaveri”. Oggi, emerge fra l’altro dal rapporto preparato dall’Unodc, l’Afghanistan, con il 90% della produzione mondiale, si conferma di gran lunga l’indiscusso e principale produttore del papavero da oppio. La produzione vera e propria di oppio è stimata dai tecnici dell’Onu in 6.400 tonnellate nel 2014, il 17% in più rispetto al 2013, ma ancora inferiore alle 7.400 tonnellate prodotte nel 2007. Intervenendo a sua volta nella conferenza stampa, il ministro afghano per la Lotta al narcotraffico, Deen Mohammad Mobariz Rashidi, ha osservato che l’aumento delle piantagioni di papavero da oppio in Afghanistan “è una emergenza che richiede una specifica azione repressiva simile a quella messa in campo contro il terrorismo”. Rashidi ha aggiunto che “l’Afghanistan e la comunità internazionale hanno commesso un grande errore separando la lotta al narcotraffico da quella al terrorismo”.