Mistero vedova bianca Jihad, “uccisa in Ucraina”

Pubblicato il 13 novembre 2014 da redazione

MOSCA. – Suscita scalpore e curiosità la presunta uccisione nel conflitto ucraino di Samantha Lewthwaite, la “vedova bianca” nata a in Inghilterra 31 anni fa e convertitasi all’estremismo islamico fino a diventare la donna probabilmente più ricercata del momento a livello internazionale. Ma un alone di mistero aleggia sulla vicenda, che oltre a non essere confermata da fonti indipendenti, e’ negata dal comandante della milizia nazionalista pro-Kiev in cui si ritiene combattesse: che ha smentito categoricamente di avere avuto la ‘primula rossa’ jihadista tra i suoi volontari. Ad annunciare la morte della terrorista e’ stato Alexiei Toporov, un reporter di Lugansk di una piccola agenzia russa, la ‘Regnum’, secondo cui la donna combatteva contro i ribelli filorussi come cecchino nel battaglione di volontari ucraini ‘Aidar’. E ad ucciderla, due settimane fa nei pressi di Debaltsevo, sarebbe stato un altro cecchino, un russo unitosi ai separatisti nel conflitto che scuote il sud-est ucraino e sulla cui testa – sostiene sempre l’agenzia ‘Regnum’ – le autorita’ di Kiev avrebbero messo ora una taglia di un milione di dollari. Ma la storia non e’ chiara. Il comandante del battaglione ‘Aidar’, Serghii Melnichuk, accusa “la parte russa” di voler “seminare discordia” tra Kiev e i suoi “alleati britannici”. A sollevare seri dubbi sulla presenza della Lewthwaite in Ucraina e’ anche Roman Vibranovski, un portavoce del Consiglio di sicurezza di Kiev, che, intervistato dalla testata online BuzzFeed, ha affermato sarcasticamente che “e’ piu’ probabile confermare” che nel Donbass “abbia combattuto” Bin Laden. La “vedova bianca” e’ chiamata cosi’ per essere stata la moglie di Germaine Lindsay, uno dei kamikaze delle stragi di Londra del 2005. La giovane terrorista conobbe Lindsay, di origine giamaicana, su un sito islamico che frequentava dopo la sua conversione negli anni ’90. Poi l’ex timida studentessa del Buckinghamshire si risposò con un altro estremista islamico nato in Gran Bretagna: ma sembra che sia presto rimasta nuovamente vedova e che il secondo marito sia stato ucciso in uno scontro a fuoco tra due fazioni rivali degli Shaabab somali. Ricercata dalla polizia di mezzo mondo, Samantha Lewthwaite sarebbe “rispuntata” ora in Ucraina (almeno secondo i media, alcuni dei quali ricordano i legami coltivati a suo tempo in nome del comune odio anti-russo da ambienti del nazionalismo ucraino più radicale con la guerriglia islamica cecena) dopo aver fatto perdere ogni traccia di sé in Kenya nei mesi scorsi: probabilmente uscendo dal Paese con un passaporto falso per rifugiarsi in Sudafrica. Mentre alcune fonti sostengono che abbia combattuto anche in Siria con i terroristi dell’Isis. La “vedova bianca”, madre di quattro figli, e’ accusata di aver organizzato in passato attentati in cui hanno perso la vita decine di persone. Sarebbe stata lei a orchestrare tra l’altro nel 2008 l’attacco al Jerico Beer Garden, uno dei punti di ritrovo piu’ frequentati di Mombasa. E sempre in Kenya avrebbe ‘firmato’ nel sangue – in combutta con i jihadisti somali di Al Shabaab – la strage nel centro commerciale Westgate di Nairobi del 2013: costata la vita a 67 persone. (di Giuseppe Agliastro/ANSA)

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