Conte e il talento Croazia, “Italia niente paura”

Pubblicato il 15 novembre 2014 da redazione

MILANO. – “Niente paura”. Antonio Conte lo dice chiaro e forte, anche se questa volta l’Italia sono loro. Anzi forse proprio per questo. Ci sarà un motivo se gli azzurri non riescono a battere la Croazia, terra di talenti calcistici inversamente proporzionali ai successi, dal 1942, e per di più fu l’unica volta. Quasi fossero loro i grandi del mondo. Ma non sono solo i numeri ad aver dato ad Antonio Conte fin qui la sensazione di ospitare domani un avversario più forte, sulla carta favorito nel match chiave di qualificazione a Euro 2016. Il ct azzurro della rifondazione non esplicita quali siano secondo lui i rapporti di forza, ma è chiaro già dal paradosso della sua rinuncia al verbo della vittoria: “Vincere domani più importante della prestazione? No, non sempre bisogna vincere per essere soddisfatti”, dice a sorpresa l’allenatore che ha sempre confessato di sentirsi male anche solo per un pareggio. Più avanti di lui si spinge Buffon. “Non mi accontenterei del pari”. Italia-Croazia chiama domani 63 mila spettatori, pioggia permettendo: il ct Kovac ha provato ad ipotizzare il rinvio per il campo reso zuppo dalla pioggia che ha messo in ginocchio Milano, ma viste le previsioni meteo al momento la partita non è a rischio. E’ il crocevia di un girone di qualificazione tutt’altro che proibitivo. Azzurri e biancorossi sono primi a punteggio pieno, e al di là del diverso cammino delle due squadre (la Croazia non ha mai subito gol, e faticato molto meno a trovare le sue vittorie) è chiaro che saranno loro a giocarsela: primo posto o lotta per tenere lontano il terzo incomodo e il rischio di spareggio. L’una o l’altra, detto che il risultato sarebbe uguale, non sarebbe però la stessa cosa. “Ma prima pensiamo a qualificarci: voliamo rasoterra”, ricorda a tutti, e per primo a De Rossi che domani fa 100 volte in azzurro e dichiara di voler vincere il torneo del 2016 in Francia. “Prima qualifichiamoci, vista la cocente delusione da cui veniamo. Non e’ tempo di voli pindarici: e poi nel mese a disposizione per prepararci all’Europeo avremo tempo per costruirci, sempre più squadra. Anzi, una macchina da guerra”. Sulla via dell’ambizione, la Croazia dei nuovi talenti e’ il test perfetto. Mandzukic o Olic, Modric o Rakitic, la differenza di talento e’ evidente, come ebbe a confessare Conte dopo la striminzita vittoria di Malta. “Sono molto curioso di vedere il confronto”, disse un mese fa. Oggi lo ripete: “Sappiamo come fermarli: non dobbiamo avere paura”. Eppure c’e’ da fare i conti con le difficoltà a trovare talenti dal campionato italiano, e per di più con gli infortuni. L’assenza di Pirlo fa sfregar le mani all’omologo Modric (“senza di lui davvero si può vincere”), ma forse a preoccupare di più il ct azzurro sono i vuoti in difesa. Squalificato Bonucci, indisponibile Astori, è tornato a casa anche Ogbonna. Per non rinunciare al 3-5-2, Darmian farà il terzo difensore come a Malta, ma con altri avversari. “I croati hanno qualità tecnica indubbia, sono bravi nell’uno contro uno: non dovremo essere corti, intensi, vicini. E fare quel che abbiamo provato in settimana”, dice Conte aggiungendo di aspettarsi “una crescita della squadra, e a conti fatti una vittoria con buona prestazione”. “Mi e’ capitato di allenare squadre forti che non hanno vinto, e squadre meno forti che ci sono riuscite”, dice, e il parallelo evidentemente e’ con la Croazia. A proposito di talento, quello azzurro resta negli scarpini di Balotelli approntati dallo sponsor: ovvero nell’armadietto di Coverciano. “Non poteva allenarsi, inutile tenerlo qui”, ha tagliato corto il ct dopo averlo rispedito a casa per l’inizio di pubalgia, neanche il tempo di una chance contro l’Albania martedì. “Lo aspettiamo, ha mezzi incredibili”, la mano tesa di Buffon, anche lui però convinto che in questo momento “siano più utili altri”. Zaza e Immobile davanti. Il massimo possibile oggi. Con la raccomandazione di Conte, niente paura. (dell’inviato Francesco Grant/ANSA)

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