Cuore Italia contro talento Croazia, 1-1 a S.Siro

Pubblicato il 16 novembre 2014 da redazione

MILANO. – Il cuore contro il talento. Risultato: Italia-Croazia 1-1. Il pari non va stretto alla nazionale di Conte, inferiore tecnicamente e ancora prima nella corsa a Euro 2016 pari merito con quella di Kovac: 10 i punti delle due nazionali, incalzate ora dalla Norvegia a 9. Il tabù azzurro che riporta indietro fino al 1942 l’unica vittoria sulla nazionale di Zagabria non è comunque infranto neanche nella notte di San Siro in cui gli ultrà biancorossi hanno provato a rovinare tutto con una tempesta di petardi in campo. L’arbitro Kuipers ha interrotto per oltre dieci minuti nel secondo tempo, facendo rientrare le squadre nello spogliatoio con un chiaro segnale: la partita e’ stata a serio rischio di stop definitivo. Lo spauracchio di una sconfitta a tavolino e l’intervento della polizia italiana hanno fermato l’onda di follia croata, ma e’ chiaro che ora la Uefa interverrà. Quanto ai 90′ di gioco, a memoria azzurra e’ difficile trovare una partita cosi’ tanto in mano a un avversario dell’Italia a San Siro, come e’ stata la sfida alla Croazia dai piedi buoni. Il risultato che pesa per Conte non è però il sessanta per cento di possesso palla dei croati, ma il pareggio finale. Strappato col cuore e con i denti, subendo l’iniziativa ma senza mai mostrarsi impauriti. Conte avrà il rammarico di quel pari di Perisic arrivato per una mezza papera di Buffon subito dopo il vantaggio iniziale di Candreva. Ma viste le premesse il bicchiere e’ mezzo pieno, e non solo di pioggia. Le nubi su Milano si sono diradate e hanno portato via i timori sulla tenuta dal campo. Diecimila tifosi croati rispondono all’entusiasmo di tutto il Meazza, un pienone da derby, Mancini e Inzaghi osservano dalla tribuna. Alla prova del pallone il misto erba-sintetico risponde bene: la partita e’ regolare. Ne soffre appena un po’, sulla sinistra, il palleggio dei croati, schierati dal ct Kovac con Modric – il Pirlo dei croati – e Brozovic davanti alla difesa e tre incursori dietro la torre Mandzukic. Conte, a corto di difensori, non rinuncia al suo 3-5-2 e schiera tra i centrali un terzino, Darmian. De Rossi, assente Pirlo, e’ il regista con Candreva spostato in posizione di interno a destra con Marchisio opposto. Gli esterni De Sciglio e Pasqual spesso scalano su una linea difensiva a 5. Zaza-Immobile restano corti per non dare spazio. Ma e’ inevitabile, il possesso palla è della Croazia, in un’evidente superiorità tecnica cui gli azzurri provano a rispondere con la corsa. Modric e’ padrone del campo e poco contrastato, due suoi tiri iniziali (6′ e 9′) impegnano Buffon e dicono che la Croazia vuole giocare al gatto e al topo. L’Italia prova a graffiare in ripartenza, Candreva si scalda con un cross e poi fa l’exploit: e’ l’11’, l’incursione di Zaza ribattuta e’ trasformata dal centravanti in un assist per il destro da fuori che vale l’1-0: sorprendente ma non immeritato. E’ il primo gol azzurro del centrocampista Lazio e il primo subito dalla Croazia nel girone. Ma la nazionale non cavalca l’onda: appena 3′ e un errore di Buffon sul bel movimento e destro di Perisic dal limite costa il pari. Esplicito l’ ‘auto-vaffa’ del portiere per quel pallone sfilato maldestramente sotto la pancia. Ma visto che di sorte si parla, ecco che ci si mette l’infortunio di Modric a cambiar la partita, almeno sul piano tattico: al 24′ la coscia sinistra cede mentre sta calciando, il regista Real crolla e tenta un coraggioso e inutile proseguimento ma deve uscire per Kovacic dopo essere di nuovo crollato. Cambia anche Conte, l’esordiente Soriano per Pasqual: Candreva va a destra come esterno e De Sciglio torna a sinistra. Il predominio croato in mezzo al campo non è più così netto, il possesso palla sì. Ma prima il cross di Candreva per la testa di Immobile (31′) poi quello di Soriano per la battuta al volo che De Sciglio sbaglia mettono paura a Subasic tra i pali. Dall’altra parte Buffon è invece salvato da Ranocchia, appostato sulla linea al 46′ per respingere il tap in di test di Olic dopo che l’uscita del portiere era stata contrastata da Mandzukic. Il copione della ripresa e’ identico. Mentre la Croazia si tiene stretto il pallone, Zaza al 2′ pecca di presunzione sparando un sinistro rasoterra inutile quando lo spazio si e’ aperto, Mandzukic risponde con un colpo di testa bloccato da Buffon (6′). E’ il momento di El Shaarawy per uno spento Immobile, mentre il milanista va a fare l’esterno di centrocampo Conte cambia anche Zaza con Pellè al 18′: il suo compito è alzare il baricentro. L’effetto immediato c’e’, El Shaarawy ne benefica e al 23′ alza il destro che poteva valere il vantaggio. Arriva a quel punto la follia dei tifosi croati che rischia seriamente di far naufragare la partita: dura un quarto d’ora di stop per la tempesta di petardi lanciati dagli ultrà di Zagabria sul terreno di San Siro, che costringe l’arbitro Kuipers a rimandare le squadre nello spogliatoio e la polizia a intervenire e sgomberare i 300 scalmanati del settore più caldo. Quando si riprende e’ comunque partita vera, nel quarto d’ora che rimane provano a vincerla tutte e due, ma è Perisic a mangiarsi il match ball al 41′ su una palla persa dagli azzurri che fa infuriare Conte. Che si tiene ben stretti il pareggio e il coraggio della sua Italia. (dell’inviato Francesco Grant/ANSA)

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