Occhi puntati su Mancini, Thohir vuole la vittoria

Calcio: Inter;Mancini "serve lavoro,non ho bacchetta magica"MILANO. – Tre giorni al ritorno a San Siro di Mancini. Tre giorni di lavoro per trovare la quadra in vista del derby di domenica. È partito il countdown alla stracittadina milanese e il tecnico di Jesi deve già tirare le somme. Perché contro il Milan è fondamentale vincere, per rilanciare la squadra in campionato ma soprattutto per dimostrare a Thohir di aver fatto la scelta giusta nonostante il grande dispendio economico. Il presidente lo ha voluto, cercato, anche convinto. Ha scelto un profilo internazionale per la sua Inter. “Mancini ha già superato un attento esame, ho parlato con lui, è un allenatore ambizioso. Non è nuovo all’ambiente Inter. È un nerazzurro, è la sua squadra” le parole di Thohir rilasciate ad un giornale indonesiano il giorno dell’esonero di Mazzarri e rese pubbliche oggi. “So bene che lo aspettano sfide importanti, ma è stato parte del calcolo per questi lo abbiamo scelto durante la pausa per le nazionali – ha aggiunto il presidente – . Credo che sarà in grado di fare risultati positivi, voglio che San Siro non fischi più la squadra”. Dunque il presidente si aspetta subito punti. Nonostante il poco tempo a disposizione e la necessità di rivoluzionare il gioco dell’Inter, dal Mancio si pretende fin dall’esordio uno slancio importante. Anche Zanetti che lo conosce bene si fida del lavoro fatto in questi pochi giorni: “L’addio a Mazzarri era inevitabile, si era creata una situazione molto difficile. Ora però dobbiamo guardare avanti e fare un ottimo campionato. E il Mancio che conosce bene l’ambiente, ha l’esperienza giusta per preparare il derby in poco tempo”. Il club è compatto e convinto di poter vedere una nuova Inter domenica. Mancini in questi giorni ha lavorato con la squadra, cercando di far assimilare in tempo record la nuova filosofia di gioco un 4-3-1-2 che potrebbe escludere in difesa Vidic, non al meglio della forma, in favore della coppia centrale Ranocchia-Juan Jesus. Ma è a centrocampo che ci sono da sciogliere i principali dubbi: serve trovare un sostituto di Medel (squalificato) e la scelta cadrà su uno tra Kuzmanovic e M’Vila, mentre Hernanes, ancora non al meglio dell’infortunio, potrebbe essere schierato solo a partita in corso in favore di un Obi titolare. In attacco invece dovrebbe essere preferito Palacio come spalla di Icardi e Kovacic trequartista. E proprio il giovane attaccante argentino ha commentato l’arrivo di Mancini ai microfoni di Sky: “È stato un cambio veloce perché da un giorno all’altro è andato via Mazzarri ed è arrivato Mancini. Purtroppo nel calcio pagano sempre gli allenatori, però quelli che vanno in campo siamo noi”. Parole che dimostrano rispetto verso l’ex allenatore, l’attaccante non lo incolpa di ciò che non ha funzionato finora. Adesso l’argentino dovrà ricominciare tutto da capo ed entrare nelle grazie anche di Mancini: “Quando arriva un nuovo allenatore non ha le stesse idee di quello precedente. Ora ripartiamo da zero tutti, dallo stesso livello e ci mettiamo in mostra tutti. È un motivo in più per continuare a lavorare. Quando c’è un cambio di allenatore, penso che ci sia sempre maggiore motivazione in una squadra”. Ma domenica contro il Milan la tensione sarà alta, la Stracittadina è una gara complessa che nasconde insidie e il cambio in panchina ha destabilizzato forse un po’ la squadra. Icardi però si dimostra giocatore nuovo, più maturo, quando stempera la tensione: “È una partita speciale ma pur sempre un passo in più del campionato come lo sono le altre. Se vinci prendi tre punti, altrimenti zero – ha aggiunto l’attaccante-. Anche se giochi contro l’ultima in classifica è lo stesso. E’ vero che c’è un’emozione in più, ma dobbiamo stare calmi, arrivare alla partita concentrati e fare il meglio. Quando sei in campo, quello che succede, succede. Non puoi tornare indietro”.

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