Nuovo orrore Isis, due giovani lapidati perché gay

Pubblicato il 25 novembre 2014 da redazione

BEIRUT. – Un nuovo crimine si e’ aggiunto oggi alla lunga lista degli orrori commessi dallo Stato islamico. Due giovani di 18 e 20 anni sono stati lapidati con l’accusa di aver avuto rapporti omosessuali, secondo una notizia diffusa dall’ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) che cita testimoni locali. Secondo l’organizzazione, con base in Gran Bretagna ma che fa riferimento a una vasta rete di informatori in Siria, è la prima volta che l’Isis mette a morte delle persone con questa motivazione, dopo avere ucciso donne e uomini sulle pubbliche piazze, spesso perché riconosciuti colpevoli di furto, omicidio e adulterio. I nomi delle due vittime non sono stati resi noti. Il ventenne è stato messo a morte a Mayadin, nella provincia orientale di Deyr az Zor, dopo che i miliziani jihadisti avevano affermato di avere trovato sul suo cellulare immagini che lo mostravano intento in “atti osceni con degli uomini”. Il diciottenne, invece, è stato lapidato nella stessa città di Deyr az Zor, capoluogo della provincia, con le medesime accuse. Lo Stato islamico ha già compiuto diverse lapidazioni di donne accusate di adulterio, specie nella provincia di Raqqa, nel nord della Siria, che è sotto il suo totale controllo. Recentemente anche due uomini erano stati messi a morte con lo stesso supplizio, sempre per adulterio: uno dall’Isis ad Al Bukamal nella stessa provincia di Deyr az Zor vicino al confine con l’Iraq; l’altro a Saraqeb, nella provincia nord-occidentale di Idlib, ad opera del Fronte al Nusra, la branca siriana di Al Qaida. Lo scorso 14 novembre la Commissione d’inchiesta dell’Onu sulla Siria, presieduta dal giurista brasiliano Paulo Pinheiro, ha accusato l’Isis di “crimini di guerra e crimini contro l’umanità”, chiedendo che i suoi dirigenti vengano processati davanti alla Corte penale internazionale (Cpi). Tra gli episodi contestati allo Stato islamico, le decapitazioni e le lapidazioni sulle pubbliche piazze, ma anche soprusi sulle minoranze, in particolare cristiani, sciiti e curdi, e la riduzione a schiave sessuali di centinaia di donne della comunità degli Yazidi in Iraq. Secondo l’Ondus, sono state almeno 300 le donne irachene portate in Siria, con molte di loro vendute come ‘mogli’ per mille dollari l’una a miliziani dello Stato islamico. Ma l’ong afferma di avere potuto verificare la riduzione in schiavitù anche di almeno sei donne appartenenti alla comunità sunnita che erano mogli di soldati siriani uccisi. (di Alberto Zanconato/ANSA)

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(ANSA) - VERONA, 18 DIC - Pranzo gourmet firmato dallo chef 'bistellato' Giancarlo Perbellini oggi per i detenuti del carcere di Montorio a Verona. Il cuoco veronese stamane è entrato nella Casa Circondariale per un'iniziativa speciale. Perbellini, a capo di ristorante insignito di due stelle dalla Guida 'rossa', ha cucinato insieme alla sua brigata un pranzo per oltre un centinaio tra detenuti e detenute, familiari e volontari del carcere di Montorio, aderendo al progetto nazionale di solidarietà "L'alt(r)A cucina...per un pranzo d'amore". L'iniziativa porta nelle carceri italiane pranzi stellati preparati da grandi chef e serviti da testimonial del mondo dello spettacolo, offrendo ai detenuti una giornata particolare e diversa. "Abbiamo portato un sorriso al palato dei detenuti - ha dichiarato Perbellini - E' stata un'esperienza irripetibile. La brigata è stata fiera di far gustare la nostra cucina a persone molto meno fortunate di noi".

21:00Sudafrica: Cyril Ramaphosa nuovo presidente dell’Anc

(ANSA) - JOHANNESBURG, 18 DIC - E' Cyril Ramaphosa il nuovo presidente dell'African National Congress (Anc), il partito che fu di Nelson Mandela, al potere in Sudafrica. E in questa veste sarà il candidato presidente alle elezioni del 2019 in sostituzione di Jacob Zuma, al secondo e ultimo mandato. Con 2.446 voti, i delegati dell'Anc hanno decretato la vittoria dell'attuale vice presidente del Sud Africa, Cyril Ramaphosa, contro la candidata concorrente, Nkosazana Dlamini-Zuma, ex moglie di Zuma. Ramaphosa, considerato uno degli uomini d'affari più ricchi del Sudafrica, è un veterano della lotta anti-apartheid e fu leader del potente Num (National Union of Mineworkers), il sindacato dei minatori sudafricani che con i suoi scioperi a metà anni Ottanta mise in seria difficoltà il regime segregazionista bianco. Il neo presidente dell'Anc si accredita come il riformatore che tirerà fuori l'economia sudafricana dalla morsa della corruzione nella quale, secondo le accuse, l'ha precipitata il presidente Jacob Zuma.

20:57Morto in incidente gondola, imputato condannato a 10 mesi

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