Blair: educare al rispetto, il futuro è nel dialogo

ROMA. – Il dialogo prima di tutto. I ragazzi devono essere consapevoli che “l’unico futuro che può funzionare è quello in cui le persone sono rispettate e sono eguali nei loro diritti”. Non importa quale sia la fede o la cultura, quel che conta “è il desiderio di comprendersi”. Non ha dubbi Tony Blair: l’investimento a lungo temine “per la sicurezza” consiste nell'”educare i giovani al rispetto reciproco”, un ‘abc’ che si impara a scuola. Per questo oggi l’ex Primo ministro britannico ha siglato a Roma, con il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, il terzo protocollo di intesa per la prosecuzione del progetto “Face to Faith” nelle scuole italiane. Il protocollo prevede la collaborazione tra il Miur e la Tony Blair Faith Foundation per mettere la scuola al centro del dialogo culturale. “Oggi più che mai – ha detto Blair – è necessario un impegno comune per promuovere società aperte e stabili che possano contrastare il pregiudizio religioso, i conflitti e gli estremismi. La nostra sfida è mostrare ai giovani, che possono essere sensibili ai richiami del terrorismo, che esistono strade migliori da percorrere, far capire che se vuoi far sentire la tua voce questo non deve avvenire usando la violenza o strappando la vita di persone innocenti”. L’intesa tra la fondazione e Viale Trastevere, spiega il Miur, sarà in vigore da dicembre 2014 a dicembre 2016. Il primo protocollo (marzo 2011- aprile 2012) ha visto l’avvio di una prima fase del progetto pilota in sei scuole italiane. Il secondo (giugno 2012- giugno 2014) ha messo a punto un framework di ricerca-azione che ha visto la nascita della Rete Dialogues, il coinvolgimento di 32 scuole alle attività del progetto e la formazione di un primo gruppo di Lead teachers. Il terzo protocollo ha l’obiettivo di estendere la partecipazione al programma. Sono già più di 3 mila gli studenti che si sono incontrati con coetanei di altri paesi e altre fedi e culture in videoconferenza, raccontandosi le loro storie e affrontando temi complessi. Molti di più chattano di arte, ambiente, storia, religioni e valori sulla piattaforma online protetta. In questi anni, ha affermato Giannini, il nostro paese ha sviluppato all’interno di Face to Faith “tante attività ben valutate”, “veicolo per la formazione degli insegnanti, per le buone pratiche e per la sensibilizzazione degli studenti” alla cultura del dialogo. Ora si potranno coinvolgere “fino a 100” scuole, ha concluso il ministro, che avranno “la possibilità di svolgere attività didattica e di approfondimento sui temi interculturali e di approfondimento della diversità in senso geopolitico ed etnico”.  (di Alice Fumis/ANSA)

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