Escort: D’Addario, fuggii dal letto di Berlusconi per evitare un’orgia

Foto processo Escort: Patrizia D'Addario

BARI. – Le mani di Patrizia D’Addario tremano mentre racconta per la prima volta ai giudici del Tribunale di Bari particolari finora inediti e piccanti sulle due serate trascorse a Palazzo Grazioli nell’autunno del 2008. La escort barese dice di essere fuggita dal letto di Silvio Berlusconi per evitare un’orgia con l’allora premier e altre tre ragazze, riferisce di donne che parteciparono ad una cena senza avere gli slip sotto le gonne, e di una sala da pranzo “allestita con le farfalle che erano dappertutto, sulle bottiglie, sui tovaglioli, sui lampadari: “Mi spiegarono – sottolinea – che erano il simbolo della parte più intima delle donne”. E’ nervosa, irrequieta, si agita facilmente. Beve spesso l’acqua da una bottiglietta per allentare la tensione e ingaggia duelli con gli avvocati. Per due volte il presidente della seconda sezione penale, Luigi Forleo, è costretto a sospendere l’udienza perché la testimone scoppia a piangere: la prima volta mentre i pm, Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis, le fanno ascoltare l’audio di un’intercettazione telefonica con l’imputato Massimiliano Verdoscia (con il quale ebbe poi una relazione) che pattuisce con lei una prestazione per 200 euro; poi, per un acceso botta e risposta con l’avvocato di Tarantini, Nicola Quaranta. Durante tutta la deposizione la 47enne (tailleur con pantalone total black e trucco marcato) ripeterà di non essere una escort, che lo scandalo “l’ha scaraventata all’inferno” e di essere costretta da allora costretta a cure psicologiche.  I particolari hot riguardano la prima serata trascorsa a Palazzo Grazioli, il 26 ottobre 2008. “C’erano 20-25 ragazze e gli unici uomini erano il Presidente e Gianpaolo Tarantini, ma Berlusconi – dice – aveva puntato me. Dopo cena io e altre ragazze andammo con Berlusconi a fare un giro nel Palazzo”. Il gruppo si trovò poi nella camera da letto del Cavaliere. “Eravamo quattro ragazze sul letto con Berlusconi. All’improvviso – racconta – ho sentito che mi accarezzavano in un posto in cui non dovevano. Siccome io un’orgia non l’ho mai fatta, sono corsa in bagno perché volevo andare via. Berlusconi mi ha raggiunto e mi ha calmato perché aveva capito che avevo problemi. Le altre tre ragazze hanno detto: ‘Amore, vai via?’. Dopo avermi tranquillizzato, il presidente mi ha portato in una stanza e mi ha fatto vedere le ville che ha nel mondo, parlammo di materiale edile e del residence che volevo costruire a Bari. Dopo un po’ lasciai il Palazzo e tornai in albergo”. D’Addario ha detto anche di aver saputo da Tarantini di presunti rapporti non protetti di Berlusconi con le ragazze, fatti che hanno fatto scuotere la testa a ‘Gianpi’, per la prima volta presente al processo a suo carico (e di altre sei persone, tra cui Sabina Began) per associazione per delinquere finalizzata all’induzione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Dopo pochi giorni, su richiesta di Berlusconi e di Tarantini, Patrizia D’Addario tornò a Palazzo Grazioli. “Era il 4 novembre 2008 – racconta – e Berlusconi era stato inviato alla cena (nell’ambasciata Usa, ndr) per l’elezione di Barack Obama alla Casa Bianca. Il presidente declinò l’invito dicendo che aveva la febbre: lo fece per stare con noi. Poco prima aveva lasciato in tutta fretta il presidente Napolitano”. “Quella sera – conferma – decisi di restare a Palazzo Grazioli. Berlusconi mi portò nella sua camera da letto, mi mostrò il letto che gli aveva regalato Putin. Avemmo rapporti sessuali, chiacchierammo e lui mi dedicò poesie. Al mattino dopo facemmo colazione insieme e il presidente mi diede consigli sul sesso: mi disse che per provare piacere avrei dovuto acconsentire che al rapporto partecipasse una donna”. Diversa la dinamica dei fatti raccontata ai giudici dalla sua amica Barbara Montereale, presente a Palazzo Grazioli il 4 novembre: “Quando il mattino dopo Patrizia tornò in hotel – ha detto stasera in aula – disse ‘lo incastro, ho le prove, ho registrato tutto, se non mi paga entro una settimana lo incastro”. Tarantini, invece, si è detto sconcertato dal racconto “non vero” della D’Addario e ha dato mandato ai suoi legali di sporgere querela. (di Roberto Buonavoglia/ANSA)