Per i doni di Natale +270 milioni, ma 1 famiglia su 4 senza tredicesima

Natale: Confesercenti, 2014 difficile ma per regali +270 mln

 

ROMA. – Il 2014 è stato l’ennesimo anno difficile di una lunga serie, basti pensare che i redditi dal 1995 a oggi sono cresciuti la metà rispetto al fisco, ma la speranza non muore e il Natale è sempre il Natale: così per i regali gli italiani spenderanno 7 miliardi di euro, 270 milioni rispetto allo scorso anno. Ben una famiglia su quattro, però, non potrà contare sulla tredicesima. La fotografia delle festività in arrivo si compone di studi e ricerche realizzati da diverse associazioni: Confesercenti, Unioncamere, Cgia di Mestre, Coldiretti. Stando al sondaggio di Confesercenti-Swg il 47% degli italiani si avvicinano al Natale con un atteggiamento “speranzoso”: sarà forse per il lieve aumento delle tredicesime, che quest’anno grazie alla bassa inflazione e agli aumenti contrattuali ammonteranno a 42,8 miliardi, lo 0,6% in più rispetto al 2013. E così sotto l’albero finiranno 7 miliardi in regali, 270 milioni in più rispetto al 2013, con un occhio alla convenienza più che alla qualità. Dietro i numeri positivi, però, si nasconde dell’altro: per esempio che una famiglia su quattro (contro il 22% dello scorso anno) non potrà contare sullo ‘stipendio di dicembre’, o che ben 12,8 miliardi sfumeranno in mutui o conti in sospeso, o infine che in generale il 60% ridurrà le spese natalizie. Tra le spese che verranno tagliate, avverte Coldiretti, ci sarà la spesa simbolica per eccellenza, vale a dire l’albero: se saranno ben quattro milioni le famiglie che lo compreranno, la spesa scenderà però del 10%. Fiduciose sono invece, secondo Unioncamere, le industrie alimentari, quelle elettriche ed elettroniche e dei mezzi di trasporto: si tratta dei settori che vedono un miglioramento della performance proprio in prossimità delle feste natalizie. Certo è che il portafoglio degli italiani si è estremamente alleggerito negli ultimi 18 anni, nei quali i redditi nominali, secondo la Cgia di Mestre, sono cresciuti del 19% ma il peso delle tasse è andato avanti a velocità doppia (+40%). Purtroppo, il trend dei redditi cambia completamente segno se si depura l’inflazione dal reddito disponibile: sempre nello stesso arco temporale, il reddito reale, ovvero il potere d’acquisto, è crollato del 19%. I dati della Cgia fotografano un quadro di complessiva criticità per i quasi 26 milioni di famiglie italiane, aggravatosi ulteriormente con l’avvento della crisi. Solo grazie al bonus degli 80 euro, nel 2014 la situazione è destinata a migliorare.

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