Clima: le donne di etnie dell’Amazzonia in prima fila a Lima

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LIMA. – Da protagonisti alla Conferenza Onu sui cambiamenti climatici aperta lunedì a Lima. Le etnie dell’ Amazzonia, con le donne in prima fila, chiedono di avere un ruolo chiave nella preservazione delle risorse naturali e la protezione dell’ambiente, tra l’altro anche attraverso i finanziamenti del ‘Fondo Verde per il Clima’. “Le donne non devono essere considerate solo vittime del cambiamento climatico, perché possiedono un sapere tradizionale in materia di ambiente che può risultare molto utile”, afferma per esempio Daisy Zapata, vicepresidente dell’Associazione interetnica per lo sviluppo della selva peruviana, sottolineando proprio il ruolo delle donne delle comunità dell’Amazzonia dell’area del Perù e di altri paesi sudamericani. Di fronte ai danni provocati dai cambiamenti climatici le ‘mujeres’ della regione si fanno quindi avanti, fanno valere le proprie ragioni e ribadiscono appunto di far parte proprio della soluzione delle tante problematiche legate all’ambiente. Zapata ricorda per esempio “le conoscenze tradizionali sui temi riguardanti l’ecologia da parte delle donne”: in altre parole, una serie di ‘know-how verdi’ che possono aiutare a proteggere l’ambiente e a combattere il riscaldamento globale. “Possiamo per esempio cercare di mitigare” i fenomeni che danneggiano le foreste e l’ambiente, aggiunge Zapata, ricordando l’importanza del Fondo Verde e dei finanziamenti destinati alle comunità locali, proprio al fine di preservare le risorse naturali dei propri territori. Il Fondo Verde per il Clima (Gcf) è un meccanismo finanziario che fa parte della Convenzione Quadro dell’Onu sul Cambiamento Climatico, nel quale le nazioni industrializzate hanno già depositato un contributo pari a circa 9,3 miliardi di dollari. In tale ambito, il programma Amazzonia Indigena Viva per l’Umanità richiede un investimento di 210 milioni di dollari, in modo per poter affidare milioni di ettari dell’Amazzonia alle comunità indigene. A sottolineare l’importanza della partecipazione delle comunità locali in tale programma c’è d’altra parte anche Alberto Pizango, responsabile dell’Associazione Interetnica peruviana: “Il punto chiave – sostiene – è quello di poter sviluppare progetti che migliorino la qualità di vita degli indigeni, portino all’attribuzione a loro favore delle terre e promuovano una gestione olistica delle risorse naturali”.

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