I forconi tornano in strada, “ma sarà una protesta pacifica”

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TORINO. – Tornano in piazza i Forconi ed annunciano una lunga protesta, fino al 9 dicembre, primo anniversario dei blitz del movimento che crearono tensioni, paura e disagi in molte città italiane, con traffico paralizzato e blocco di trasporti ed attività commerciali. “Saranno proteste pacifiche”, promettono i leader dei Forconi. Presidi sventolando il tricolore, assicurano, distribuendo volantini e spiegando ai cittadini i motivi della protesta. A poche ore dalla mobilitazione, tuttavia, è difficile prevedere quanto sarà partecipata ed in quante città italiane verrà attuata. E’ stato lo stesso movimento ad alimentare l’incertezza: un esempio emblematico è stato lo show inscenato lunedì scorso a Casale Monferrato (Alessandria), dove il coordinatore regionale, Riccardo Visetti, è atterrato da un elicottero mostrando una valigetta rigorosamente chiusa, nella quale avrebbe custodito piani e programmi per le manifestazioni in Piemonte. “Faremo in tutta Italia sit-in e presidi – ha ripetuto il leader nazionale dei Forconi, Danilo Calvani – diamo l’ultimatum al governo: si riconsegnino al popolo italiano i diritti della Costituzione”. Nei giorni scorsi i Forconi hanno annunciato “almeno 15 presidi” a Roma; a Torino, dove la protesta il 9 dicembre 2013 è stata aspra e diffusa, dovrebbero essere quattro. Ma il questore del capoluogo piemontese, Antonino Cufalo, ne ha vietati due; in piazza Derna, nella zona nord della città, e alla rotonda tra corso Unità d’Italia e corso Maroncelli, nella zona sud. Il provvedimento è stato deciso – spiega la Questura – “per assicurare normali condizioni di viabilità ai cittadini, a tutela del diritto di libera circolazione e di esercizio delle attività economiche”. Sono stati autorizzati, invece, i presidi torinesi in piazza Crispi a Torino e in piazza Togliatti, all’angolo con corso Francia a Rivoli, nella prima cintura ovest della città. L’appuntamento è fissato alle 5 di domani mattina, a Torino come nelle altre città. Gli organizzatori promettono di limitarsi a volantinaggi, senza blocchi stradali od altre illegalità. L’anno scorso alcuni negozianti furono minacciati e costretti a chiudere e numerosi automobilisti vennero bloccati con la forza e per questo alcuni manifestanti furono denunciati. La vigilanza a Torino è massima: la Questura di Torino “ha previsto un dispositivo di ordine e sicurezza pubblica che verrà dispiegato senza soluzione di continuità nel capoluogo ed in provincia”. Sarà attivata “una sala operativa congiunta interforze dove confluiranno tutte le informazioni relative allo stato delle proteste per io coordinamento degli immediati interventi del caso e del piano di viabilità assicurato dalla Polizia Municipale di Torino e dei Comuni interessati”.