C’è una Ferrari che ride, è festa a Abu Dhabi

Le Mans 24 hours car racing

ABU DHABI (EAU). – C’è una Ferrari che vince e che sorride. Non quella di F1, certo. E’ quella che ha celebrato nelle Finali Mondiali 2014 a Abu Dhabi il suo anno trionfale e il Triplete conquistato nel FIA World Endurance Championship: titolo tra i costruttori (il 17/o), tra i piloti (con Gianmaria Bruni e Toni Vilander) e tra i team con la Amato Ferrari Corse. Un’apoteosi, in una stagione in cui il picco è stata la maratona vincente nella 24Ore di Le Mans, con lo stesso duo di piloti affiancati da Giancarlo Fisichella. C’è uno sport considerato, a torto, minore, e che invece smuove non solo flussi enormi di denaro ma anche masse di persone da ogni parte del globo. L’evento che si è chiuso oggi negli Emirati Arabi Unuti, sul circuito di Yas Marina che ospita anche la F1, è uno di quelli. Migliaia e migliaia di persone che vengono nelle fantascientifiche tribune a festeggiare i successi e le passioni legate al Cavallino Rampante, che proprio qua a due passi ha aperto il suo primo parco tematico. Centinaia le Ferrari arrivate nella punta dello stivale arabico. E in pista oggi, insieme alle vetture del Ferrari Challenge, si sono esibite la 458 GTE che ha trionfato al Wec e a Le Mans, i bolidi dei programmi 599XX e FXX. Si è visto oggi il debutto della vettura laboratorio FXX K (come kers), un’ibrida mostruosa da 1050 cv mostrata al mondo dal collaudatore Raffaele De Simone. Un evento cui non sono potuti venire il presidente Sergio Marchionne e il team principal Maurizio Arrivabene, ma che ha visto la presenza di Piero Ferrari, il figlio del Drake, di Kimi Raikkonen (“la Fxx è macchina stradale terribilmente veloce e trasmette emozioni incredibili come nessun’altra. Ti fa sentire il gusto della velocità”), dei trio vincente a Le Mans, e di tante vetture di F1 del passato, vendute ad appassionati che le fanno girare in pista: tra queste è emozione pura vedere quella che fu di Gilles Villeuve. Un sogno rosso, inseguito da molti, e che prova a dare segnali di ottimismo anche sul terreno più importante e per ora doloroso: la F1. Con Vettel e Raikkonen, la Ferrari ci riprova.