Bufera sulla Cia, torture brutali. Obama, traditi i valori degli Usa

Pubblicato il 09 dicembre 2014 da redazione

OBAMA SI PREPARA ALLA SCONFITTA, ECCO AGENDA 'ANATRA ZOPPA'

NEW YORK. – Inganni, disonestà, brutalità. Dopo l’11 settembre 2001, la Cia ha usato delle tecniche di interrogatorio che equivalgono alla tortura, ma ne ha di fatto tenuto all’oscuro il Congresso e l’amministrazione Bush, e ha mentito sulla portata delle informazioni raccolte: la commissione intelligence del Senato degli Stati Uniti punta il dito senza pietà contro la Central Intelligence Agency, in un rapporto che rappresenta un pesante atto d’accusa e rischia di sollevare una nuova ondata di sentimenti anti-Usa nel mondo. E anche il presidente Barack Obama non fa sconti: “i duri metodi utilizzati dalla Cia sono incompatibili con i valori del nostro Paese”, ha affermato in un comunicato, in cui ha anche sottolineato che si tratta di metodi che “hanno danneggiato significativamente l’America e la sua posizione nel mondo”. Il documento reso noto, 528 pagine, è in realtà solo un sommario del rapporto vero e proprio sulle indagini condotte dalla Commissione Intelligence negli ultimi quattro anni: un terremoto che rimarrà invece “classificato” e che è stato realizzato esaminando molte migliaia di documenti e memo interni della Cia, grazie ad un investimento di 50 milioni di dollari. Ma il documento diffuso contiene comunque dei dettagli raccapriccianti. Come la descrizione di “una serie di affogamenti mancati” per poco, ovvero i famigerati waterboarding a cui sono stati sottoposti certamente più dei tre detenuti ammessi finora dalla Cia. E anche la descrizione della “alimentazione o reidratazione rettale” a cui erano sottoposti i detenuti, nonché’ le privazioni del sonno anche per una settimana di seguito che hanno subito, e anche il confinamento in spazi ridottissimi, come scatoloni, o le umiliazioni sessuali, quando venivano incatenati nudi al pavimento. Il documento riguarda le detenzioni all’estero di almeno 119 individui da parte della Cia e l’uso di tecniche di interrogatori coercitive, in alcuni casi equivalenti alla tortura, ha affermato Dianne Feinstein, capo della Commissione intelligence del Senato. Almeno 26 di essi sono stati detenuti per errore o per informazioni di intelligence carenti. Molte delle tecniche più estreme, compresa quella del waterboarding, erano autorizzate dal Dipartimento della Giustizia, ma altre pratiche non avevano alcuna autorizzazione. E il rapporto della Commissione stabilisce anche che i risultati ottenuti con tali tecniche erano alquanto trascurabili e non hanno dato alcuna svolta a indagini importanti, compresa la caccia al leader di al Qaida, Osama bin Laden. Fonti del Dipartimento della Giustizia hanno detto che non verranno avviati procedimenti penali sulla base del rapporto, mentre il capo della Cia John Brennan, ha dal canto suo ammesso “errori”. Nell’applicare il programma di interrogatori, l’Agenzia “non sempre si è attenuta agli elevati standard che abbiamo stabilito per noi stessi e che il popolo americano si aspetta da noi”, ha affermato in un comunicato, in cui ha però anche rivendicato che “uomini e donne della Cia hanno lavorato nel mondo 24 ore al giorno…per prevenire attacchi terroristi”. Anche Obama ha dal canto suo sottolineato che “i nostri professionisti dell’intelligence sono patrioti e noi siamo più sicuri grazie ai loro eroici servizi e sacrifici”. Ma affermando che “l’America non tortura”, Obama firmò nel suo secondo giorno nell’Ufficio Ovale della Casa Bianca, il 22 gennaio 2009, l’ordine esecutivo per mettere fine alle tecniche di interrogatorio “rafforzate” usate dalla Cia. Decise anche la chiusura del carcere di Guantanamo entro un anno, e quel progetto è rimasto ancora sulla carta, anche se l’impegno è stato più volte rinnovato. E oggi ha rinnovato l’impegno anche contro la tortura: “Continuerò ad usare la mia autorità di presidente – ha dichiarato – per assicurare che non faremo mai più ricorso a questi metodi”. (Stefano de Paolis/Ansa)

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